Cesena - Un testa a testa lungo 270 minuti
Mettiamo che il Brescia vinca le prossime tre. Può succedere, visto il cammino non proprio tenebroso che ha davanti. Sabato a Modena (già abbastanza salvo), poi con la Salernitana (già morta e sepolta) infine a Padova (ancora non si sa). Dovesse vincerle sul serio, e proprio tutte e tre, metterebbe in riga un filotto niente male, cinque vittorie nelle ultime cinque, un modo abbastanza clamoroso – e statisticamente altamente a rischio – di chiudere un lungo tragitto partito in piena estate e arrivato dopo un anno che ormai ci siamo.
Più probabile dunque qualche lascito qua e là, magari a Modena (che poi la settimana dopo viene a Cesena e non si sa), magari a Padova – con la Salernitana proprio no, più facile che la Juve vinca lo scudetto. Può allora il Cesena sperare nell’aggancio? Forse sì, ma con una briga a carico ugualmente spinosa: vincendo le prossime tre, realizzerebbe né più né meno lo stesso improbabile filotto bresciano di cui sopra, cinque vittorie nelle ultime cinque. Grossomodo un’impresa eccezionale, come impresa eccezionale sarebbe la A diretta dalla Lega Pro della scorsa stagione e come impresa eccezionale fu la vittoria di Ferrara in inferiorità numerica che un anno fa diede il là al sorpasso decisivo sulla Pro Patria.
Volendo, il Brescia la sua impresa l’ha già compiuta a Empoli, andando a vincere su un campo sin lì imbattuto. Adesso la palla torna al Cesena, per una controreplica che passa giocoforza per il sacco di Lecce. Imprese su imprese, dunque. Del resto, si corre per la gloria massima, direbbe Omero: o eroi o niente.
Tornando al Brescia, è certo che da quella lontana sera di marzo, giorno 23, Brescia – Cesena 0-1 con gol di Greco, la squadra di Iachini abbia infilato un percorso di tutto rilievo, tale da annullare per gran parte il meno sei patito nel doppio confronto con i bianconeri. Non ha più perso e delle otto seguenti ne ha vinte ben cinque, raggranellando 18 punti (il Cesena sta a 14, con le due sconfitte sanguinosissime interne contro Ancona e Empoli). Ancora: tutte le volte che il Brescia da lì in poi è andato in gol, alla casella marcatori figurano o Possanzini o Caracciolo (tranne che in Triestina – Brescia 0-1, Kozak, e Albinoleffe – Brescia 1-1, Cordova). Da questo punto di vista una squadra totalmente agli antipodi rispetto a quella di Bisoli, che fa delle qualità individuali – soprattutto degli attaccanti – il proprio punto estremo di forza. Una squadra dunque che dipende in larga parte dai propri solisti ma che, di converso, può giochicchiare di conserva in attesa dei flash mortiferi dei due davanti.
Visti i due confronti diretti, il Cesena è nel complesso più completo. Ha più difesa, più collettivo, più alternative tattiche e di manovra, più cifra di gioco, senza però ovviamente le bocche da fuoco che a maggio di solito dicono tutto o quasi. Due squadre diversissime, che potrebbero chiudere una seconda a 75 punti e una terza a 74 – altra incongruenza alfanumerica altamente improbabile. Due squadre delle quali una andrà direttamente in A e l’altra partirà sicuramente favorita ai playoff, qualunque siano le altre contendenti. L’ha detto tutta una stagione, l’ha detto il campo, e si spera che basti.


