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Cesena: Milan Djuric, tra Calloni e Ibrahimovic

Cesena: Milan Djuric, tra Calloni e Ibrahimovic TuttoB.com
Djuric
© foto di Daniele Mascolo/Photoviews
autore
Marco Lombardi
giovedì 15 ottobre 2015, 16:00Cesena

L'exploit del "ciclope" bosniaco Milan Djuric con la maglia della nazionale del proprio paese, impegnata nelle qualificazioni all'Europeo - il centravanti del Cesena è andato a segno sia contro il Galles, sia contro Cipro -, ha riportato prepotentemente alla ribalta uno dei giocatori più discussi, invisi e bersagliati dalla critica, della formazione romagnola. Notoriamente lontano anni luce dalla definizione di "bomber", veleggiando intorno ai 3/4 gol a stagione (con un picco massimo di 7 a Crotone), il gigante di Tuzla, professionista esemplare, si contraddistingue per l'indiscussa capacità di proteggere la palla, facendo a sportellate con le difese avversarie e consentendo alla squadra di salire. Preziose anche le sue "spizzate" per gli inserimenti dei centrocampisti e degli esterni offensivi. Ma il gol per lui è spesso un miraggio. Come nella passata fallimentare stagione del Cesena in serie A... Chiamato a rilevare la "meteora" Hugo Almeida, il bosniaco ha concluso l'annata con appena 2 reti, delle quali una (quella del Bentegodi, sponda Chievo) complice la deviazione decisiva di un giocatore clivense. Uno "score" certamente imbarazzante per una prima punta.

L'impegno non è mai mancato, il gol quasi sempre. Alcuni gol falliti, peraltro, come nell'inopinata vittoria casalinga sulla Lazio, gridano ancora vendetta e richiamano alla memoria "lo sciagurato Egidio" (Egidio Calloni, celeberrimo "mangia-gol", ndr)... Eppure, dal punto di vista squisitamente fisico, il poderoso Djuric dovrebbe assurgere a padrone incontrastato quantomeno dei cieli sovrastanti l'area di rigore avversaria... Anche la forte somiglianza somatica e l'evidente ispirarsi, look compreso, a "re" Ibrahimovic inducono il tifoso medio ad auspicare una prolificità maggiore da parte dell'ariete del Cesena. A maggior ragione in un campionato decisamente più modesto come quello cadetto... Ora, tra chi ritiene il bosniaco "forte" e, sulla scorta delle marcature in nazionale, non mancherà, tronfiamente, di annunciarlo "urbi et orbi", rivendicando di essere stato il primo sul globo terracqueo ad accorgersi delle "stratosferiche" qualità "occulte" del giocatore, e chi, al contrario, lo reputa, tout-court, una "mezza calzetta", propenderei per una soluzione intermedia... "Ero un giocatore normale e mi capitava di "ciabattare" sotto porta...". Firmato Egidio Calloni.