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Cesena: il gol del riscatto. Guido Marilungo è tornato

Cesena: il gol del riscatto. Guido Marilungo è tornato TuttoB.com
© foto di Marco Rossi/Tuttocesenaweb.it
autore
Elisa Donatini
giovedì 15 maggio 2014, 16:00Cesena

Il Cesena procede al meglio in questo finale di stagione, tre vittorie consecutive e conseguente posto ai play-off confermato, il tutto ottenuto dopo un periodo non proprio roseo passato ad aprile in cui la squadra romagnola ha subìto tre sconfitte pesanti. Nonostante le partite buie, Bisoli ha tenuto alto lo spirito della formazione riuscendo ad ottenere punti contro Avellino, Padova ed Empoli, quest’ultima vinta grazie ad un uomo in particolare, Guido Marilungo. L’attaccante nato a Montegranaro, in provincia di Fermo, ha reso possibile la vittoria di martedì sera contro gli azzurri secondi in classifica. Entrato al 59’ per sostituire un Defrel con problemi muscolari, ha subito cercato d’infastidire gli avversari stando sempre sotto porta e dopo un paio di tiri mancati il numero 39 ce l’ha fatta. Il suo colpo di testa su un cross dalla sinistra ha segnato la gara che si è conclusa 1 a 0 per i bianconeri. Marilungo è stato ovviamente decisivo e si è fatto notare, non solo per la rete, ma anche per ciò che ha fatto dopo. Il giocatore del Cesena non ha concluso la partita al 90’ bensì all’84’, lo stesso minuto in cui ha segnato. Non ci sono errori, è successo proprio così. L’attaccante, per entusiasmo o sfogo, ha esagerato nell’esultare e l’arbitro Ciampi, ligio al regolamento, non ha esitato un secondo, lo ha ammonito due volte in un minuto. Doppio giallo per essersi tolto la maglia e per aver rotto la bandierina a destra della porta empolese. Euforia e delusione nello stesso momento per Marilungo che avvilito si è diretto in panchina chiedendo scusa a tutti. Ma perché il giocatore ha così esagerato dopo il gol? La sua reazione forse può essere chiamata sfogo, sì il giocatore marchigiano ha probabilmente compiuto un gesto di sfogo. Una specie di liberazione dopo i momenti difficili passati negli ultimi anni, che non sono stati semplici per il ragazzo classe ’89, infortunatosi più volte e coinvolto nelle questioni calcio scommesse.  La sua carriera professionistica è iniziata nella stagione 2008-2009 alla Sampdoria con la quale ha esordito in Serie A il 18 gennaio 2009. A seguire ha vestito per un anno la maglia del Lecce per poi tornare di nuovo tra i blucerchiati che il 12 gennaio 2011 lo hanno venduto all’Atalanta, e sarà a proprio a Bergamo che inizieranno suoi i problemi. Prima di tutto la questione calcio scommesse in cui la Dea fu coinvolta, il 7 febbraio 2012 Marilungo infatti venne ascoltato dalla Procura Figc. Il calciatore, estraneo a tali fatti, è poi uscito praticamente indenne dalla situazione, ma l’episodio non ha reso facile il periodo. Altri intoppi nel suo percorso sono stati gli infortuni che lo hanno tenuto lontano dal campo per lunghi periodi. Il primo, avvenuto il 18 marzo 2012 nella partita contro l’Inter, lo ha fermato per più di sei mesi, costringendolo a rientrare solo nella stagione successiva, precisamente il 7 ottobre 2012. Il secondo, capitato il 28 novembre nella gara di Coppa Italia contro il Cesena, lo ha bloccato per ben otto mesi e mezzo, facendolo tornare in campo il 17 agosto 2013 in un’altra partita di Coppa Italia contro il Bari. Per lui sempre lo stesso problema al ginocchio destro, la rottura del legamento crociato. L’inizio dell’attuale stagione all’Atalanta non è stato straordinario per Marilungo che è sceso in campo solo sei volte senza collezionare reti. Il trasferimento in Romagna è avvenuto il 17 gennaio 2014, con la quale ha poi esordito il 25 dello stesso mese. Tra i cesenati le cose sembrano migliorare, scende in campo 18 volte e segna due gol, l’ultimo quello di martedì contro l’Empoli. È difficile pensare che un giocatore come Marilungo possa avere difficoltà davanti alla rete, le sue doti sono visibili a tutti ma le vicissitudini che gli sono capitate lo hanno frenato molto a livello di realizzazioni. In 117 presenze professionistiche ha collezionato 24 gol: 3 nelle 22 partite disputate con la Dea, 13 con la maglia del Lecce in 35 gare, 6 con quella dell'Atalanta in 42 incontri ed infine due nelle 18 sfide giocate con i bianconeri. L’attaccante può ancora migliorare a Cesena dove pare si stia ambientando sempre di più e dove forse, se mantenesse la carica mostrata contro i toscani, magari anche leggermente più moderata, potrebbe davvero diventare un giocatore essenziale in Romagna.

Il tragitto per i bianconeri non è finito, inizia la parte in cui bisogna stringere maggiormente i denti e i ragazzi di Bisoli lo sanno. Mancano solo tre partite alla fine del campionato di Serie B e se il numero 39 vorrà, potrà essere il giocatore decisivo per il successo del Cesena.