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Catania, Pellegrino: "Campionato difficile, ma dobbiamo diventare vincenti!"

Catania, Pellegrino: "Campionato difficile, ma dobbiamo diventare vincenti!"
autore
Francesco Becciani
mercoledì 16 luglio 2014, 12:35Catania

Ha parlato oggi ai microfoni della stampa il mister etneo Maurizio Pellegrino. Queste le sue parole in conferenza:

"E’ arrivato il momento di guardare avanti e cercare sin da subito di essere competitivi. Affronteremo un campionato difficile ma abbiamo la consapevolezza di essere forti ma dobbiamo diventare vincenti. Siamo tutti proiettati verso questa direzione.  Con il prof. Ventrone abbiamo cambiato la metodologia di lavoro, si è molto più analitici e i giocatori sono sempre monitorati. Non si lascia nulla al caso e il professore è una garanzia. Stiamo lavorando cercando di incastrare l’obiettivo tecnico-tattico con quello atletico.  A riguardo posso dire che abbiamo iniziato ben 15 giorni prima del ritiro il lavoro con Ventrone.  Il ritiro è fondamentale per conoscere i pregi e i difetti del gruppo. Una squadra allenata ottimamente ha l’obbligo di partire bene. Se non avviene questo significa che sono stati fatti degli errori da parte di tutto lo staff.  Bisogna metterci impegno e voglia di crederci. Qui a Catania c’è tutto per vincere. Se daremo il massimo faremo un buon campionato perché siamo incavolati neri dopo le amarezze della scorsa stagione.

Abbiamo avuto qualche difficoltà a organizzare le amichevoli ma ne faremo circa 4. I calciatori confermati sono di spessore tecnico importante e ogni giocatore vuole riscattarsi. Almiron ha esperienza e sarà un valore aggiunto. Con la squadra ho istaurato un ottimo rapporto professionale , ma dobbiamo diventare vincenti. Il fatto di essere favoriti per la promozione non deve essere un problema. Sappiamo benissimo che la B è un campionato difficile e lungo. Ci vuole una rosa ampia per le 42 giornate ma siamo pronti a superare ogni insidia. La società ha costruito un organico importante e anche i giovani sono una risorsa. Però come dice l’ad Cosentino il giovane deve essere bravo per giocare in prima squadra.

Non è una questione di scelta di sistema di gioco. Cosa fondamentale per me sono i concetti indipendentemente dal modulo che poi diventa una conseguenza. Abbiamo preso un ottimo attaccante come Calaiò, un elemento che ci permette di migliorare la fase offensiva. Il ragazzo adesso deve dimostrare di far parte di un gruppo e noi dobbiamo aiutarlo per farlo esprimere al meglio."