Catania, crisi e pareggite. Ma Sannino?
Crisi. Una parola che spaventa le nuove e le vecchie generazioni, perché indica qualcosa che rompe gli schemi, i progetti fatti e fa precipitare inesorabilmente in una realtà non all’altezza delle aspettative.
I momenti di crisi esistono nella vita, nei rapporti personali, nell’economia e anche ovviamente nel mondo del calcio. Ne sanno qualcosa dalle parti di Torre del Grifo, dove la crisi è iniziata però proprio agli albori del nuovo rapporto con il nuovo campionato di Serie B. Un approccio assolutamente deludente rispetto a quelle che erano le aspettative della vigilia, con il Catania che sarebbe dovuto essere una delle corazzate più forti della cadetteria ma che adesso si ritrova soli 3 punti conquistati in 5 giornate.
E’ stata una questione di “zeri”. Zero come le vittorie in questo campionato, zero come le motivazioni espresse complessivamente all’approccio con il nuovo campionato, ed infine zero come le amnesie difensive delle prime giornate. La cura Sannino è riuscita a cancellare almeno uno degli zeri, con la difesa più ordinata e meno allo sbando rispetto al colabrodo che aveva consegnato 7 reti tra i pali girevoli della porta etnea. Il nuovo tecnico sta cercando anche di tirare fuori le motivazioni e l’orgoglio del gruppo, anche se questa strada ad oggi appare ancora lunga. La medicina migliore certamente è la vittoria, che sarebbe il primo mattoncino per la costruzione del ponte che porterebbe direttamente in Serie A.
Tre punti, fin ora, frutto soltanto di altrettanti pareggi di cui due tra le mura amiche del Massimino. Il Catania sembra incapace di vincere, sulla base di queste cinque giornate trascorse, e neanche la cura Sannino è riuscita ad eliminare il problema. Col Modena l’obiettivo era registrare la difesa, e il compito è riuscito anche se la troppa confusione del reparto offensivo non ha garantito agli etnei l’apporto necessario per portare a casa tre punti sicuramente alla portata. Con il Crotone è stato messo un altro mezzo mattone, con una gara che sfugge al 93’ su calcio di rigore. Ingenuità difensiva? Cattiva gestione del risultato nel finale? Colpa del non aver chiuso prima la gara? Forse la risposta è in un giusto mix, ma sicuramente gli alibi, detti e ridetti in casa Catania, non saziano la squadra di Sannino ancora lontana anni luce da quell’armata invincibile decantata alla vigilia del campionato.
Il prossimo avversario si chiama Pescara, e si giocherà di Domenica proprio allo stadio Massimino, dove forse questo cocktail desterà qualche ricordo di Serie A, ad oggi ancora lontana, ma ovviamente alla portata. Servono tre punti a Sannino per ridare la giusta fiducia al gruppo, per scacciare via la “pareggite” che ha avvolto il suo lavoro, per scongiurare l’incombente ombra dello zero in classifica sotto la voce delle vittorie, e infine per cominciare a mettere da parte la parola crisi che dalle parti di Torre del Grifo rimbomba, ormai da circa un anno, come un fastidioso e incessante eco mai sazio di continuare a rimbombare.


