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La vittoria di Pillon: ecco perchè ora il Carpi può sognare

La vittoria di Pillon: ecco perchè ora il Carpi può sognare TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Giuseppe Contangelo
domenica 11 maggio 2014, 15:00Carpi

Continua la favola Carpi che dopo lo 0-2 con cui ieri ha inguaiato il Varese può cullare ancora il sogno che da quelle parti non si vuol pronunciare, un sogno quasi impronosticabile ad inizio stagione quando la curiosità per l’approccio alla nuova categoria prendeva il sopravvento su qualsiasi tipo di obiettivo al di fuori del raggiungimento dell’aritmetica salvezza al più presto possibile.

Tutto ciò è abbastanza normale per una matricola appena sbarcata dalla Lega Pro, anzi il lavoro condotto dal direttore Cristiano Giuntoli nei mesi estivi è stato più che apprezzabile in quanto ha permesso di portare nel capoluogo emiliano gente del calibro di Sgrigna (uno che sarebbe titolare in molte squadre di Serie A), il gioiellino Mbakogu, il centrale Pesoli in cerca di riscatto dopo le note vicende legate al calcio scommesse che lo hanno riguardato da vicino e qualche altro giovane di belle speranze.

I primi mesi della nuova stagione furono anche molto positivi con una classifica al di sopra delle aspettative ma, si sa, quando abitui bene non puoi tornare indietro e così un solo punto conquistato tra Reggina, Cittadella e Padova costò la panchina (forse ingiustamente) a Stefano Vecchi che lasciò il suo incarico dopo la sconfitta patita contro il Lanciano; in effetti dopo gli arrivi nel mercato invernale di Legati, Acosty e soprattutto del bomber Matteo Ardemagni tutti speravano di agganciare quell’ottavo posto che era vicinissimo e che poi ad un tratto si allontanò trasformandosi in una dodicesima posizione che evidentemente non era soddisfacente per la dirigenza biancorossa.

Ma proprio da qui è cominciata la svolta, un cambiamento che porta in nome e cognome di Giuseppe Pillon a sua volta sollevato qualche mese prima dall’incarico di allenatore della Reggina pur avendo condotto i calabresi ad una salvezza che non appariva proprio certa prima del suo arrivo, ma questa è un’altra storia.

Il lavoro del buon 'Bepi', tuttavia, si rivelò abbastanza complicato all’inizio con i risultati che stentavano ad arrivare come dimostrano i ko con Novara e Latina, ma nel giro di qualche settimana la musica è cambiata radicalmente con la striscia positiva (che dura fino ad oggi) che ha visto mietere vittime illustri quali Trapani e Pescara e fermare avversari in piena forma come Modena, Crotone e Siena.

Ora la graduatoria fa registrare 52 punti , un gap dai play off che ammonta a sole 3 lunghezze e un calendario che offre alla compagine emiliana la possibilità di scriversi quasi da sola il proprio destino: molto, infatti, dirà la sfida di martedì quando al Cabassi arriverà il Bari in uno scontro diretto che permetterebbe al Carpi di battere e superare in classifica proprio i galletti; la settimana successiva si andrà al Barbera dove non sarà impossibile strappare qualche punto soprattutto se i biancorossi confermeranno di essere la ‘macchina da esportazione’ fatta vedere quest’anno. Potrebbe essere insidiosa, invece, la sfida casalinga contro il temibile Lanciano in un’altra gara con una diretta concorrente che condurrà, poi, all’ultima partita da giocare a Castellammare dove stimoli ed obiettivi potrebbero fare la differenza.

Pillon di certo avrà preso appunti sul calendario e sui prossimi avversari anche perché questa potrebbe essere considerata anche una sua rivincita personale  in una carriera nella quale il raggiungimento dei programmi prefissati non è servito spesso ad essere riconfermato in panca. Il Carpi non vuol essere da meno alle colleghe neo-promosse che si giocano un posto nella top eight e farà di tutto per esserci, ma bisogna ricordarsi che dalle parti di Chèrp  il termine 'play off' va usato con molta cautela.

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