Carpi, patron Bonacini: "Dai dilettanti alla A in 6 anni, scalata irripetibile"
Il patron del Carpi Stefano Bonacini è al settimo cielo per questa incredibile promozione: “Ancora non ci credo, ma è davvero Serie A. E' stata la notte più bella della mia vita, anche quella di Lecce ha lasciato il segno perchè era una finale, ma questa è Serie A. Potevamo fare questo capolavoro solo a Carpi, la piazza ci ha permesso di lavorare in tranquillità. Dalla D alla A in 6 anni è una scalata che penso sia irripetibile. E' stata durissima soprattutto nel girone di ritorno, dove spesso abbiamo avuto gli uomini contati. Quando i punti di vantaggio erano scesi sotto i dieci è venuta un po' di pressione, ma non ho mai pensato di non farcela e i ragazzi sono stati grandissimi. Non ci sentiamo di dover insegnare nulla a nessuno. Le parole che conosco sono lavoro, pazienza e intuito. Ho capito che ce l'avremmo fatta dopo la vittoria di Varese.
Gabriel ha fatto gli straordinari e con un tiro in porta abbiamo vinto la partita, sono segnali che oltretutto sono arrivati dopo il caso Concas e la sconfitta col Livorno”. Si sofferma poi sui messaggi ricevuti dagli addetti ai lavori: “Tanti amici e clienti di lavoro mi hanno fatto i complimenti, pochi però da Carpi. Mi ha chiamato Marotta, ho ricevuto un sms da Setti, ho sentito Malagò dopo aver ricevuto i complimenti allo stadio da Abodi. Dalla Serie B ho ricevuto una telefonata solamente da Caliendo. Mi ha chiamato martedì notte, ma ero alla festa e quindi ha poi chiamato Giuntoli. Quando l'ho richiamato mi ha fatto i complimenti. Li ho apprezzati molto, si è confermato una persona che merita rispetto. Tra noi, a parte qualche dichiarazione, c'è sempre stato un bel rapporto. Dedica? Per mia mamma Silvia che non sta tanto bene, ma sono sicuro si rimetterà in forma”.


