Benevento, Vigorito traccia la linea: “Voglio una squadra composta al 70% da giovani”
Angelo Zarra
Un lungo intervento tra passato, presente e futuro. Oreste Vigorito, ospite di Ottogol, ha ripercorso gli anni alla guida del Benevento, soffermandosi sulla memoria del fratello Ciro, sulla filosofia che intende dare al club e sul futuro dello stadio. Il presidente ha ricordato come, dopo la morte del fratello, avesse inizialmente pensato di lasciare: “Non avevo intenzione di continuare. Con Ciro quello era il nostro Benevento”. A convincerlo a restare fu anche il desiderio di portare avanti un percorso condiviso: “Avevo l’impressione che andando via avrei tradito qualcosa che avevamo deciso insieme”.
Il passaggio più significativo sul futuro riguarda però la costruzione della rosa. Vigorito ha spiegato di voler cambiare progressivamente modello: “Il calcio moderno impone un cambio di rotta. Voglio una squadra composta per il 70% da ragazzi, provenienti dal mio vivaio o da altri settori giovanili, perché i ragazzi hanno il fuoco dentro”. Il restante 30%, secondo il presidente, dovrà essere rappresentato da giocatori di esperienza, capaci di accompagnare la crescita dei più giovani.
Spazio anche allo stadio Ciro Vigorito, definito dal presidente “uno dei più belli d’Italia” e bisognoso di un restyling. Vigorito ha spiegato che esiste già un progetto, ma che i vincoli strutturali e burocratici rendono complicata una realizzazione in tempi brevi. L’idea resta comunque quella di migliorare l’impianto esistente, mantenendolo come vera “casa del calcio”. In chiusura, il presidente ha ribadito anche il proprio legame con il territorio: “Sono orgoglioso di essere sannita”.


