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Avellino, l'orgoglio di Patierno: "La B dopo l'epatite è un miracolo. Il futuro? Ho un contratto fino al 2028"

Avellino, l'orgoglio di Patierno: "La B dopo l'epatite è un miracolo. Il futuro? Ho un contratto fino al 2028"TuttoB.com
© foto di Uff. Stampa Virtus Francavilla
autore
Angelo Zarra
Oggi alle 20:00Avellino

L'attaccante dell'Avellino Cosimo Patierno si è confidato in una lunga e toccante intervista concessa ai microfoni di ZonaChris. Il bomber dei lupi ha tracciato il bilancio della sua prima storica esperienza nel campionato cadetto, rivelando i retroscena di un'annata vissuta intensamente sia dal punto di vista sportivo che personale, a partire dal dramma della malattia superata a inizio stagione fino ai rumors sul proprio futuro.

Il centravanti ha analizzato il cammino dei lupi, terminato con la corsa playoff interrotta nella doppia sfida contro il Catanzaro, definendo l'annata complessivamente da sufficienza piena: "Siamo sotto la porta in cui ho fatto il mio primo gol in B, è stata una stagione abbastanza positiva se l'analizziamo a 360 gradi. Non siamo partiti bene, siamo arrivati nei playoff quindi direi una stagione da 6, si può sempre fare meglio. Ci tengo a ringraziare mister Biancolino perché abbiamo vissuto emozioni bellissime insieme, è una persona stupenda ma nel calcio quando i risultati non arrivano pagano gli allenatori. Ballardini caratterialmente era l'opposto, parla poco ma quando lo fa si fa ascoltare. Ci dispiace per come è finita perché ho conosciuto una persona spettacolare ma nel calcio bisogna guardare avanti. Avellino ricorderà per sempre Biancolino perché ha fatto tanto da calciatore e ci ha portato in B da allenatore, Ballardini è arrivato con un nome già conosciuto nel calcio, ha trovato un gruppo già affiatato, anche per lui è stato più facile."

Patierno ha poi svelato i segreti del gruppo biancoverde e l'impatto positivo di Armando Izzo all'interno dello spogliatoio dall'inizio del nuovo anno: "Questa società è cresciuta molto negli anni, facciamo colazione e pranzo obbligatoriamente insieme, ogni fine allenamento ci ritroviamo e facciamo gruppo e quando le cose non andavano bene ci si parlava e ci confrontavamo su un campionato piuttosto tosto. Il compagno più matto? Izzo da gennaio ha portato lo scherzo nello spogliatoio, a volte viene giudicato dai social per quello che non è: fa gruppo, riesce a cambiare umore da un minuto all'altro, ride e scherza ma poi riesce subito a concentrarsi sulla partita. Chi invece vuole solo silenzio non c'è, siamo una banda di 'ignoranti' molto affiatati. Il rammarico più grande dei playoff a mente fredda è il primo tempo con il Catanzaro, abbiamo tenuto una grande mentalità, meritavamo qualcosa di più, abbiamo avuto due occasioni da gol, se avessimo segnato forse svoltava la partita. Il risultato è bugiardo, abbiamo preso gol negli ultimi minuti perché eravamo tutti davanti ma abbiamo raggiunto un bel traguardo e fatto sognare i tifosi anche se per poco. Solo chi indossa questa maglia può capire la forza di questi tifosi, con loro giochiamo sempre in casa, fanno sempre rumore".

La confessione più intima e dolorosa del numero 9 irpino riguarda i mesi autunnali, quando la sua carriera nel calcio d'élite ha rischiato di interrompersi bruscamente a causa di un grave problema di salute manifestatosi subito dopo il debutto nella categoria: "La cattiveria che avevo nelle categorie minori cerco di portarmela anche qui, vivo ogni partita come se fossi in Eccellenza e questa è la mia forza. Giocavo sulla terra battuta e ora sono in un campionato bello e duro, sono orgoglioso di me ma vorrei rifare una stagione come dico io. Non è iniziata nel migliore dei modi, tanti problemi, non riesco ancora a giudicare la mia annata in B. Avellino è una piazza calda e l'ho provato sulla mia pelle, c'è gente calorosa che ogni due metri ti ferma, vive di calcio e ti fa sentire questo calore. Sono sempre stato disponibile con tutti e ogni 5 metri mi fermo a parlare, sono fatto così. Una notte particolarmente buia? Senza andare troppo indietro, questo settembre quando pensavo di non poter più tornare in campo: dopo l'esordio in B a Modena sono stato male, ho avuto l'epatite. Ho perso 10 chili e pensavo di smettere ma difficilmente mollo così facilmente. Dimostrare che potevo starci in questa categoria è stato complicato ma alla fine anche se i numeri non sono dalla mia mi reputo soddisfatto perché in campo dò sempre il massimo. Quest'anno eravamo 9 attaccanti e Ballardini, che ha allenato in A, ha spesso puntato su di me, ho fatto un lavoro diverso, ho pensato più al lavoro di squadra, al compagno, l'importante erano i risultati. Differenze tra Biancolino e Ballardini? Il preparatore atletico è rimasto lo stesso, l'allenamento era simile, la differenza era nell'intensità più alta da parte di Ballardini che non faceva mai capire la formazione ma la scoprivi un'ora prima della partita per mantenere tutti sulla corda".

Un tunnel buio dal quale è uscito grazie alla forza d'animo, vivendo la gioia immensa della prima marcatura in Serie B davanti agli affetti più cari: "Non lo dimenticherò mai, è stata la prima volta che in tribuna c'erano mia moglie e le mie figlie, sembra fatto apposta, forse era destino. L'istinto mi ha portato sotto la curva per ricambiare l'affetto che i tifosi mi danno sempre. Poi ho guardato subito la mia famiglia, le mie figlie piangevano, quando regali queste emozioni ai bambini è una cosa bellissima. Sento l'affetto dei tifosi che mi vogliono bene, ci sono anche i critici ma fa parte del nostro lavoro."

In conclusione, Patierno ha fatto totale chiarezza in merito alle voci di mercato che lo hanno visto protagonista negli scorsi mesi, ribadendo la ferma volontà di tenersi stretto l'Avellino e la Serie B, nonostante le ricche proposte arrivate dalla terza serie: "L'anno prossimo? Me lo chiedono in tanti, abbiamo finito da poco, il mio contratto è fino al 2028, può succedere di tutto, la società sa quanto sono legato alla piazza, fin quando non arriva l'allenatore non possiamo avere nessuna certezza. Io devo respecter il contratto e loro sanno qual è la mia voglia. I rumors di mercato dei mesi scorsi? Non ero preoccupato, sono abbastanza deciso, se voglio qualcosa lo ottengo. Questa estate la maggior parte delle squadre di C di alta classifica mi hanno cercato, anche con offerte importanti, Catania su tutte, ho sempre detto no perché volevo misurarmi con questa categoria e non ci ho mai pensato di lasciare. La mia top 5 dei compagni? Iannarilli è un portiere forte, Izzo non suda neanche tanto è forte, Lo Grieco giocava con me a Bisceglie ed è stato anche mio testimone, Niccolò Iodice che giocava in Eccellenza con me, e Riccardo Lattanzio che ora è capitano del Barletta. Allenatori ne ho avuti tanti bravi, direi Emiliano Bigica che a Vigevano in D mi ha aiutato molto trasformandomi in punta centrale".