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AlbinoLeffe, blackout infinito. Chi riaccenderà la luce?

AlbinoLeffe, blackout infinito. Chi riaccenderà la luce?TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com
domenica 5 febbraio 2012, 17:30AlbinoLeffe
di Federico Errante
fonte tuttoalbinoleffe - Simone Fornoni

Buona la prima? Sì, solo nei sogni più inafferrabili. Quelli che prescindono da una realtà che parla inesorabilmente di rischio Lega Pro dietro l'angolo. Sandro Salvioni, all'esordio sulla tolda di comando, non ce l'ha proprio fatta a risollevare spirito e sorti di un AlbinoLeffe in crisi nera di gioco e risultati. La carambola da Gialappa's - espressione usata a bocce ferme dal direttore sportivo Aladino Valoti - tra Lebran e Bergamelli che ha spalancato l'autostrada al bis decisivo di Granoche è solo l'ultimo dei segnali d'allarme di una serie che non sembra conoscere fine. E a Bergamo, sulle briciole di un undici in pesante e forse irreversibile involuzione tecnica, pasteggia anche il Varese, cinico e compatto quanto basta per consolidare la sesta piazza nella graduatoria cadetta, condizionata da rinvii e punti di penalizzazione a muzzo.

Pretendere di azzeccare la tombola della permanenza nella categoria senza cambiare le cartelle del bingo (leggi operazioni zero alla finestra invernale del calciomercato), finora, è costato parecchi scivoloni. Solo cinque successi in venticinque partite, con lo scontro diretto di Modena da recuperare, e le sfide alle compagne di viaggio andate inesorabilmente a male non si contano nemmeno più. Allo stato attuale, solo la classifica avulsa potrebbe decidere con quale contendente - tra Gubbio ed Empoli - i blucelesti dovrebbero giocarsi la salvezza e forse la sopravvivenza allo spareggio di fine anno, che sarebbe il secondo di fila dopo quello filato liscio grazie allo stellone sotto le insegne del Mondo. Il tempo per separare le chimere dalla tristi contigenze, incapaci di lasciare scampo e concedere alibi, e si scopre che la prossima cinquina di partite sgombrerà il terreno dall'abbondante nevicata dei dubbi.

Sampdoria, Pescara, Padova, Livorno e Sassuolo, con la prospettiva di doversela sfangare nella tana del nemico agli appuntamento numero uno, tre e quattro: questi gli impegni che, da sabato prossimo, per il neo profeta della panchina e la sua sgangherata banda di figuranti costituiranno la prova del nove. Il numero di maglia e la quota di reti segnate, guarda caso, di Andrea Cocco, la cui bacchetta magica da re Mida del gol è ferma al palo dalla roboante vittoria di Brescia nel novembre scorso. Bloccatosi il suo bomber, la squadra non ha fatto altro che recitare scene mute: i fatti, succosi e incontrovertibili come sempre, srotolano davanti agli addetti ai lavori una striscia negativa di otto match con quattro pari e altrettanti ko, gli ultimi tre consecutivi. Cifre che basterebbero da sole a dipingere un ritratto a tinte non fosche, ma funeree.

Tra un modulo e l'altro, in mezzo a una ridda di cambi in corsa che solo un inguaribile ottimista potrebbe definire lontanamente azzeccati, spirito e idee sono finiti sotto i tacchetti. Vicino al sardo sarebbe più consono l'utilizzo di una punta veloce, anziché insistere sul pur volenteroso Germinale che ha caratteristiche troppo simili; Pacilli, per converso, viene sacrificato in una posizione dalla quale non vedrebbe la porta nemmeno col telescopio spaziale. Bando alle ciance: sta al mago designato, che nel confronto con gl'Insubri ha visto qualcosa di buono, azzeccare la formula vincente. Nel gran calderone della B, però, anche per sfamarsi alla mensa dei poveri un semplice brodino caldo non sarà sufficiente.