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Entusiasmo VeneziaMestre!!!

27.09.2020 10:25 di Manuel Listuzzi    per tuttoveneziasport.it  

“E ora? Cos te par Nane?”

“Cossa che me par Bepi?? Gavemo un squadron!!!”

“Eeeee desso, squadron, stemo calmi dei, ze soeo ea prima de campionato!”

“Si si, par carità, sarà soeo che ea prima, ma sti fioi me esalta, no so parchè, ma i vedo proprio ben!”

Già. Sarà che la moderazione non è insita nell’animo del tifoso, sarà che sognare è pur sempre il sale della  vita, sarà che un derby rilascia un tipo di endorfina che altri match non toccano nemmeno, ma il match con il Lanerossi è apparso come il naturale epilogo di un’estate vissuta per una volta da protagonisti, dove ogni giorno si inseriva un tassello di un puzzle che diventava via via più bello. Lungi da me allontanare il veneziano dal suo atavico pessimismo, è probabile se non sicuro che falliremo entro fine mese, ma nel frattempo godiamoci una squadra costruita per vincere e soprattutto divertire, sperando che le due cose possano coincidere il più possibile..

Si affronta il Vicenza in un ambiente ancor più surreale del solito, circondati da una curiosità dilagante, accompagnati da una fresca brezza lagunare e cullati dal suono di campane provenienti da un’altra epoca. S’inizia contratti e gli ospiti dimostrano i motivi che l’hanno portata a trionfare nel campionato scorso. Le distanze del centrocampo arancioneroverde sembrano imperfette, la difesa balla nei primi attacchi biancorossi regalando corner su corner. La posizione di Aramu sembra troppo defilata sull’out di destra per incidere come al solito, mentre Fiordilino fatica a chiudere sui veloci cambi di gioco vicentini risultando meno presente nella manovra. Passano i minuti ed il VeneziaMestre alza i giri del motore, il possesso palla si fa più preciso e la velocità nel riversarsi nella metà campo avversaria lascia intravedere possibilità di pericoli. I terzini accompagnano costantemente e sovrapponendosi a Capello ed Aramu si arriva in area con costanza. L’area è attaccata da quattro o cinque uomini, ed è qui che le diapositive si sovrappongono all’annata scorsa: non è più un possesso palla  sterile e poco graffiante, si attacca la porta, lo si fa con cattiveria ed arguzia. Taugourdeau (se si scrive così) si eleva a signore supremo del centrocampo mentre Maleh comincia a prendere metri. Le occasioni iniziano a fioccare ed un generoso rigore sblocca la partita e la stagione del VeneziaMestre. La difesa si assesta con un Ceccaroni ampiamente il linea con le ottime prestazioni della stagione passata, mentre Modolo controlla con autorità il diretto nemico.

Nella ripresa gli ospiti alzano il baricentro ma l’Unione non barcolla. Nel momento di maggior pressione vicentina si fatica ad uscire palla al piede ma le ripartenze lagunari sono comunque frequenti ed incisive. La girandola dei cambi dimostra la profondità della panchina a disposizione di mister Zanetti; Crnigoj lascia solo intravedere le enormi potenzialità fisiche, risultando decisivo nel controllo dei minuti finali. Di Mariano dà seguito al suo buon precampionato entrando col piglio giusto. Bomber Forte s’inserisce con voglia lottando sui palloni sporchi di fine gara.

Si vince, si convince (in parte) per voglia, aggressività ed idee. Testa, core e palle usano dire alcuni amici della capitale. Mai come questa volta il VeneziaMestre dimostra di avere tutti e tre questi requisiti per regalarci un campionato da protagonisti.

“E ora Nane, serie A sto ano?”

“Come minimo Bepi.. come minimo!!!”

Avanti Unione!


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