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Lupo: "Niederauer 40 giorni, io 40 anni. Grazie comunque a Venezia"

13.08.2020 01:15 di Davide Marchiol    per tuttoveneziasport.it  

Fabio Lupo non è più direttore sportivo del Venezia (se per qualche motivo vi foste persi il cambio dirigenziale news qui), dopo qualche giorno di riflessione l'ex Leone ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, togliendosi altri sassolini dalla scarpa. Se ci dovessimo basare solo su queste parole diremmo che l'addio è stato tutt'altro che pacifico: “Già c’era stata qualche divergenza di opinione mesi fa, il presidente aveva urgenza di lavorare sul futuro e io invece ritenevo che fosse più opportuno pensare al presente visto che avevamo una salvezza da conquistare. Sono in questo mondo da quarant’anni, lui da quaranta giorni: penso di sapere qualcosa in più”.

A Lupo non è piaciuto troppo neanche il comportamento di Collauto e Poggi: “Abbiamo deciso di risolvere il rapporto. Ma non mi è piaciuto che mentre gestivo il presente Poggi e Collauto si muovevano a mia insaputa. Ho sentito Poggi dire ‘tutti sapevano’, ma non è una risposta corretta. Detto ciò, auguro al Venezia di non buttare via il lavoro fatto quest’anno. Ho chiesto spiegazioni a Collauto e Poggi ed erano in difficoltà perché per il rapporto che c’è stato durante l’anno avevano l’obbligo morale di avvisarmi. Non lo hanno fatto. E non si può rimandare tutto all’intuito personale”.

La riunione sui progetti futuri a stagione in corso ha fatto capire al DS che il percorso era al termine: “Durante una discussione ho detto al presidente che non bisognava lavorare sul futuro ma sul presente perché c’era una salvezza da conquistare. Li mi ha detto: ‘tu lavora al presente, io al futuro’. Ma c’erano troppe incognite. Come fai a lavorare sul mercato senza sapere che categoria farai e chi sarà l’allenatore? Parlare con gli agenti senza sapere quale sarebbe stato il budget e la categoria non avrebbe avuto senso. Poggi parla di nuovo modo di fare scouting simile al modello europeo, Ma parla senza cognizione di causa, evidentemente conosce poco l’Europa, dato che il suo ruolo lo portava soprattutto in Estremo Oriente”.

Valutazione sulla stagione: “Bisogna fare un passo indietro: ad inizio luglio dell’anno scorso il Venezia non sapeva che categoria avrebbe fatto e c’era una squadra da costruire. Abbiamo puntato su Dionisi, tutti ne parlavano bene ma io ci ho messo la faccia e insieme ad Armando Ortoli ho scommesso su di lui. Tutti ci hanno detto bravi, ma dopo. Siamo arrivati undicesimi facendo cinquanta punti. E anche l’allenatore oggi ha un valore. Tutto questo senza sforare il budget prestabilito”.

Ai tifosi del Venezia: “Hanno avuto istintiva fiducia nei miei riguardi. Hanno apprezzato il mio modo di rappresentare il Venezia e gli dico grazie per la fiducia e la stima. Ma ringrazio anche le persone della sede del Venezia, ho avuto un bellissimo rapporto con tutti. Oltre al privilegio di vivere in una città meravigliosa”.


Il futuro: “Dentro di me c’è la passione per questo mondo e questo lavoro. Posso anche stare a guardare, non ho l’esigenza di dover lavorare per forza. Voglio lavorare a condizione che professione e persona siano rispettate”.


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