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Dentro il campo: la tripla del “Gaucho” Ariel Filloy messa dal Ponte della Libertà che unisce Venezia alla terra ferma

19.01.2020 22:13 di Giuseppe Malaguti    per tuttoveneziasport.it   articolo letto 45 volte

La Reyer piazza la terza vittoria consecutiva e probabilmente il match contro la Fortitudo è girato grazie alla bomba di Filloy sulla sirena di fine terzo periodo che è valsa il 56-51 dopo 30 minuti di gara. De Raffaele proprio nell’ultima rimessa aveva inserito in campo l’ex Avellino al posto di un lungo e precisamente Vidmar. Non è un caso se il pallone arriva proprio nelle mani dell’italoargentino che, come detto, mette una tripla incredibile. Dopo la prodezza balistica del giocatore della Reyer l’attenzione ricade da una parte su De Raffaele mentre ride come se l’avesse pensata così quella giocata, dall’altra Filloy ha una espressione clamorosa come a dire: "che c’è di strano !". Difatti per lui non è la prima volta che si esibisce in certe prodezze allo scadere in realtà guardandolo bene trattiene il sorriso.
Bisogna dire che la truppa di coach Antimo Martino gioca 30 minuti e passa alla pari con i campioni d’Italia. Una zona fronte dispari ripetuta che da noia, per buona parte del match, agli uomini di Walter De Raffaele. Gioco forza la Effe, avendo una rotazione a sette uomini, fa di necessità virtù rinunciando sistematicamente alle marcature e ai cambi automatici per risparmiare più energie possibili.
Nel post gara il coach dell’Umana sottolinea ancora una volta l’importanza di aspettare i giocatori anche nei momenti difficili è stato fatto nel passato con Haynes, Daye e Stone tanto per dirne tre.
Il rendimento di Filloy non era troppo esaltante; c’è da dire che il giocatore della nostra nazionale non si è mai fermato durante la stagione disputando i mondiali di Cina, in più l’anno dello scudetto il minutaggio dell'atleta orogranata era nettamente più elevato rispetto ad ora a causa di un roster meno profondo a confronto con quello di questa stagione. Radio mercato lo dava a Treviso, Reggio Emilia e chissà dove ed invece Ariel fa parte integrante della squadra. Lo stesso discorso può valore su Ike Udanoh che indubitabilmente ha faticato a trovare minuti ed integrarsi in un sistema di squadra nuovo. L’inserimento dell’ex Cantù ed Avellino, tatticamente determina una situazione vista solo in EuroCup, ovvero ulitizzare Mitchell Watt nel ruolo di quattro. Come ala forte il giocatore americano è incontenibile e come dette da De Raffaele: “Mitch è un giocatore da Eurolega”. Udanoh era dato in partenza, soprattutto si leggeva che potesse andare alla Dinamo ed invece anche lui rimarrà in laguna.
Dal punto di vista tattico il coach livornese ha cambiato qualcosa. Ultimamente parte in quintetto con Jeremy Chappell che nel ruolo di ala piccola affiancato a Stone da molta energia ad inizio gara, consentendo a Bramos di uscire fresco dalla panchina ed essere ancora più determinante oltre al fatto di Watt sempre più utilizzato nel ruolo, come già spiegato, di quattro. Tutto questo in attesa di Andrew Goudelock che secondo gli esperti, non più di qualche settimana fa era ai saluti “CIAO GOUDELOCK/GOUDELOCK NON CE LA FA” e infatti il Mini Mamba scalpita ed è ormai pronto per giocare la sua prima gara in maglia Reyer.
Come sempre durante una stagione non c’è il tempo per pensare ad una vittoria importante appena ottenuta perché si ritorna subito sul parquet con una nuova sfida, questa volta in EuroCup martedì nel tardo pomeriggio con i greci del Promitheas. I campioni d’Italia partiranno domani mattina direzione Grecia fino ad Atene e poi verso Patrasso.


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