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Il Secolo XIX - Sampdoria, Ivano Bonetti: "Vialli è vivo. Conservo il suo ultimo messaggio, mi fece forza"

Il Secolo XIX - Sampdoria, Ivano Bonetti: "Vialli è vivo. Conservo il suo ultimo messaggio, mi fece forza"TuttoB.com
Ivano Bonetti
ieri alle 08:46Sampdoria
Marco Lombardi

"Sampdoria, Bonetti: 'Vialli è vivo. Conservo il suo ultimo messaggio, mi fece forza'", titola Il Secolo XIX. 

Come si legge nell'articolo di Fabio Marsiglia, oggi (martedì 6 gennaio) sarà un giorno denso di sampdorianità. Alle 10, l'inaugurazione della mostra dedicata a Luca Vialli al Ferraris. Alle 11, la messa a Nervi (parrocchia San Siro), celebrata da don Porcile. Infine, alle 11.30, la sciarpata al Molo dell'amicizia.

Di seguito un estratto dell'intervista di Fabio Marsiglia a Ivano Bonetti sulle colonne de Il Secolo XIX. 

[...]

Sarà anche lei a Genova oggi?

“No, ma ci sarò con lo spirito. Andare al Molo dell'Amicizia è molto particolare, lo so perchè quando vengo in Liguria ci vado sempre. Si respira un'aria veramente vicina a Luca, e con Luca lì ci siamo visti nell'ultimo periodo”.

Sono i giorni dei ricordi. Quale le viene in mente per primo?

“I retroscena di spogliatoio, quando si affrontavano partite sulla carta difficili, ma sempre con il sorriso. Ricordo in particolare un quarto di Coppa Italia contro il Torino (20 febbraio '91, ndr). Luca veniva da un infortunio, era previsto giocasse solo il secondo tempo. Prima della gara mi vide bere un goccio di whisky e mi guardò come fossi pazzo. Io gli dissi: 'Questo porta bene, ti apre le vene e vai a mille all'ora'. Morale della favola? Feci un gran gol e, quando dovette entrare, mi chiese se ne avevo ancora. All'intervallo glielo diedi (ride, ndr)”.

E qual è l'ultimo?

“Novembre '22, la prima de La Bella Stagione. Il 27 andammo a cena da Carmine. Luca a un certo punto, senza dire nulla, andò via perchè stava veramente male. Il 28 mattina, però, lo vidi in albergo col sorriso: stava partendo per Londra, io ero preoccupato che viaggiasse da solo in quelle condizioni. Ebbe la forza di darmi un buffetto sulla testa, forse per congedarsi. Mi disse: 'Non ho mai capito da che parte va il tuo ciuffo', poi ci salutammo. Lì iniziò il periodo buio. Sapevo che non sentiva e non leggeva nulla, ma gli mandavo lo stesso messaggi. Mi rispose a sorpresa verso Natale, con un vocale che conservo. Era molto sofferente, ma mi fece forza. Poi se ne andò”.