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Acosty: "Crotone torna in A. Ho lasciato il cuore a Castellammare. Caserta e Pellissier..."

25.03.2020 18:00 di Christian Pravatà  Twitter:   
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

L'esterno offensivo Boadou Maximilian Acosty, attualmente in forza ai sudcoreani dell'Fc Anyang dopo le esperienze con Rijeka e Fiorentina, si è raccontato in una lunga intervista sul profilo Instagram del noto collega Nicolò Schira. Ecco le sue dichiarazioni principali.

CORONAVIRUS - "Ho firmato per l'Anyang in Corea del Sud il giorno prima che scoppiasse il Coronavirus. A saperlo prima avrei aspettato a sbarcare a Seoul, per fortuna qui adesso tutto procede per il meglio. Il campionato doveva partire il 29 febbraio ed è slittato al 4 aprile, ma difficilmente partiremo perché non vogliono giocare a porte chiuse. Qui ci sono amuchine dappertutto, tutti stanno rispettando il protocollo e la fase critica è alle spalle. Siamo tornati ad allenarci e tutte le attività commerciali hanno riaperto: siamo sotto controllo, è una specie di Grande Fratello perché ogni giorno dobbiamo registrare il nostro stato di salute e in ogni locale pubblico dove si entra ti viene misurata la febbre. In un mese ho già fatto il tampone due volte, ogni due giorni il Governo dà due mascherine nuove a ogni persona. È tutto sotto controllo e l'organizzazione è straordinaria. Siamo avanti di qualche settimana rispetto a quanto sta accadendo in Europa e spero possa succedere anche in Italia il prima possibile quanto avviene qui in Corea del Sud. Ho trovato una nazionale all'avanguardia e molto rispettosa. Mi sono trasferito qui insieme a mia moglie Ludovica e mio figlio Sebastian che sta studiando e facendo i compiti on line, visto che le scuole in Croazia sono chiuse".

RIJEKA - "Due anni e mezzo splendidi in Croazia. Il calcio croato è in grande crescita e mi sono trovato molto bene. Ho giocato anche l'Europa League".

MILAN - "Il gol a San Siro contro il Milan è stato uno dei più importanti della mia carriera. Lo scavetto a Gigio Donnarumma? Ho avuto culo...(ride, ndr). È stata una grande soddisfazione segnare contro il Milan, mi marcavano campioni come Bonucci e Romagnoli".

COMPAGNO PIÙ PAZZO - "Mirko Barbero, che è uno dei miei migliori amici. Adesso allena in Australia la Juventus Academy dove gioca il figlio di Alino Diamanti".

FIORENTINA- "Ero giovanissimo, arrivare a 18 anni in una big era un sogno ad occhi aperti. C'era Delio Rossi allenatore che mi ha fatto esordire in Serie A a Cagliari. Il giorno prima ero in Primavera, quando mi convocano perché Jovetic si era fatto male. Non mi aspettavo di giocare e invece ho giocato mezz'ora. La Sardegna mi porta bene visto che anche mia moglie Ludovica è sarda".

LITE DELIO ROSSI-LJAJIC - "Me la ricordo. Impossible scordarla. Pensavo si fosse sentito male qualcuno all'inizio, perché da dove ero io non si vedeva bene. Invece stavano volando gli schiaffi. Non siamo tornati subito a casa, ma siamo rimasti chiusi nello spogliatoio fino all'1.30 di notte. Pace fatta? Non proprio, gli animi erano agitati. Schiaffi, liti succede di tutto nello spogliatoio, ma non si dice...".

JUVE STABIA - "Ci ho lasciato un pezzo di cuore. È stata la mia prima avventura da protagonista. C'era Piero Braglia allenatore, un bel martello che mi ha insegnato tanto. Amo Castellammare e sono rimasto legatissimo a tutto l'ambiente. Eravamo una bella squadra: c'erano Mbakogu, Caserta, Erpen, Scozzarella, quell'anno eliminammo a Marassi la Samp in Coppa Italia ai rigori. La seguo sempre: c'è Fabio adesso che la allena e ci tengo a sapere il risultato. Tifo per loro".

CASERTA - "Era già un allenatore in campo, farà una grande carriera in panchina. Eravamo compagni di stanza, ero il suo fratellino: fuori dal campo mi trattava da principino, mi portava la colazione in camera. In campo invece mi cazziava in continuazione per tenermi sul pezzo...". RITORNO - "Ho casa in Italia e mi piacerebbe un giorno tornare. Vorrei chiudere la carriera da voi tra qualche anno".

LATINA - "Una bella esperienza. Venivo da un brutto infortunio a Modena che mi aveva tenuto fuori quattro mesi: a Latina mi sono rilanciato grazie a mister Mark Iuliano. Gli devo molto perché ero reduce da un periodo negativo, ma il mister si è messo a disposizione manifestandomi in continuazione la sua fiducia. Sopratutto dopo le prime gare non brillantissime".

CROTONE - "Una follia definirei la annata in rossoblù: andavamo in campo convinti di vincere sempre. Ci siamo salvati alla grande da neopromossi in Serie A. Spero possano tornare nella massima serie, possono farcela e se lo meritano".

NICOLA - "È stato decisivo nella salvezza di Crotone. È bravissimo nel lavorare sulla testa dei giocatori, dal punto di vista psicologico riesce sempre a toccare le corde giuste. Ti entra nella testa e ti fa arrivare dove non pensi neanche di poter arrivare. È un motivatore-psicologo. Non dorme mai, è maniacale nel preparare le partite durante la settimana".

INFORTUNI - "Quando ti fai male, scatta la paura. A me è successo tirando perciò nei mesi dopo avevo paura di rifarmi male. Mi veniva l'ansia sotto porta negli allenamenti a calciare, mi tornava in mente l'infortunio e temevo capitasse di nuovo. L'ho superato grazie all'aiuto di uno psicologo". PAPÀ - "Sono un papà tranquillo. Appena posso giochiamo insieme, non si stanca mai. Corre più di me sulla fascia. Non riesco a insegnarli nulla, perché mi dice 'papà non sei Cristiano Ronaldo (risata, ndr)...'. Vedi tu...".

COMPAGNI PIÙ FORTI - "Primo metto Jovetic: talento straordinario, senza infortuni avrebbe fatto molto di più. Secondo Marchionni, davvero intelligente tatticamente e mi ha insegnato tanto. È stato il mio mentore sia a Firenze sia a Latina. Terzi metto Caserta e Pellissier, Sergio poteva giocare ancora due-tre anni. Fisicamente è ancora un ragazzino".

IDOLO - "Mi piaceva tantissimo Eto'o anche se era una punta e io gioco sulla fascia. Per noi africani è stato speciale".

INCUBO - "Odiavo affrontare Dramè in allenamento. Ti picchia duro, è forte fisicamente e anche veloce. Un terzino davvero difficile da superare e dribblare. Tra gli avversari Cuadrado e Alex Sandro i più tosti che mi sono trovato di fronte"

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Spezia 53
 
Cittadella 52
 
Frosinone 51
 
Empoli 48
 
Chievo Verona 47
 
Salernitana 47
 
Pisa 46
 
Virtus Entella 43
 
Perugia 41
 
Cremonese 40
 
Pescara 40
 
Venezia 40
 
Ascoli 39
 
Juve Stabia 37
 
Trapani 32*
 
Cosenza 31
 
Livorno 21
Penalizzazioni
 
Trapani -2

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