GazzSport - Segre-sprint: "Palermo, resterei tutta la vita. Serie A? La benzina c'è. Ah, supererò Corini"
In 11 secondi non si sale sul podio nei 100 metri alle Olimpiadi, ma puoi far capire a tutti quanta voglia hai di vincere un campionato. Jacopo Segre ha lanciato un messaggio fortissimo alla B e, con il gol di domenica allo Spezia, è entrato nella storia del Palermo perché è stato quello più rapido di sempre dopo la rete di Zahavi al Cagliari nel 2011-12, arrivata dopo 18 secondi. Questo ragazzo perbene, con il viso da collegiale britannico, è il nuovo simbolo della squadra di Inzaghi. Che scalpita. Come lui.
Perché questa fretta?
"Il gol ce l’ho nel sangue, e il mister crede tanto nelle azioni estemporanee, come il calcio d’inizio. Io ci ho messo l’istinto, l’azione è stata perfetta, ho visto la porta e la curva Nord e ho detto: devo schiantarla dentro".
La chiamano “dottore” per la laurea in Scienze Motorie, ma dovrebbe studiare Psicologia...
"Sì, a livello mentale ho un approccio particolare alle partite: cerco di visualizzare cosa può accadere. E se pensi alle cose positive, poi arrivano. Come nella vita. Bisogna stare pronti a sfruttare le occasioni che capitano".
Se volete andare in Serie A, è il momento di accelerare. Benzina nel serbatoio ne avete?
"Assolutamente sì, il mister ci sta dando tanta energia, lo dicono questi 8 risultati utili di fila. Costruiamo qualcosa giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, senza farci tanti film e viaggi lontani. Perché anche le altre corrono".
Più o meno...
"Stanno facendo un grande campionato tutte, ma ripeto: pensiamo a noi e manteniamo questa continuità lavorando tanto e seguendo il mister, meglio di lui a trasmetterci la voglia di vincere non c’è nessuno".
Se la società decidesse di non sostituire Brunori, voi vi sentite in grado di portare quei gol che altrimenti fa solo Pohjanpalo?
"Io non so cosa succederà sul mercato, di certo a Matteo ero molto legato. Comunque rispondo di sì, siamo in tanti a poter segnare: se non fa 30 gol Pohjanpalo, ci pensiamo noi".
Prima di Inzaghi a Palermo ha avuto Corini, Mignani e Dionisi: con chi si è trovato meglio?
"Ognuno mi ha lasciato qualcosa. Inzaghi da anni voleva lavorare con me, speriamo che questo torneo ci possa cambiare la vita. Riguardo gli altri, ho tenuto un bel rapporto con Corini".
Proprio Corini è l’unico centrocampista nella storia del Palermo ad aver segnato più gol di lei: i numeri dicono 27 a 18.
"Sì, ma lui batteva anche rigori e punizioni! Gliel’ho detto e ho promesso di batterlo. E’ un onore avere un riferimento così".
Prima di Palermo quale allenatore le ha insegnato di più?
"Longo al Toro mi ha fatto diventare giocatore con la fame giusta. E Giampaolo, un maestro: mi ha fatto debuttare in A".
“Centrocampista che si inserisce”. Definizione moderna ma un po’ generica: il suo modello?
"Io mi sento tuttocampista, da box to box, giocatore moderno. Ero una mezzala pura, mi sento cresciuto in tutto: fase difensiva, offensiva, gestione palla e inserimenti. McTominay e Tonali sono modelli da seguire".
Partito Brunori, lei è diventato il giocatore (insieme a Gomes) da più anni al Palermo.
"Si è creato un legame bellissimo con i tifosi. Vivo a Mondello, io qui sto da dio. Vista l’esultanza dopo il gol di domenica?".
Il saluto del soldato.
"Esatto. Come per dire ai tifosi: “Al vostro comando”. E via".
Da Milano a Palermo: come è stato il cambio di vita?
"All’inizio, dopo tanti anni al Nord, mi sono fatto un po’ di domande. Adesso io da qui non me ne andrei più via".
E’ a scadenza nel 2027: il suo orizzonte non è lunghissimo...
"Vorrei rinnovare a vita. Ne parleremo più avanti. E poi qui c’è una proprietà che garantirà alla squadra un grande futuro".
Potrebbe rispolverare una categoria in via d’estinzione: il calciatore bandiera.
"Non ce ne sono più e già 4 anni sono tanti. Io sono concentrato sul presente, ma se guardo al domani dico Palermo a vita".
A proposito: è parente della senatrice a vita Liliana Segre?
"No, non credo".
La senatrice Segre combatte contro razzismo e antisemitismo: lei nel calcio ne trova?
"In campo non l’ho mai vissuto, fuori è una disgrazia: è incomprensibile. Quindi dico sì, mi piacerebbe tanto conoscerla".


