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Arrivederci Serse: allenatore di un calcio che non c'è più

20.06.2019 08:00 di Martino Pavan    per tuttoveneziasport.it   articolo letto 61 volte

L'addio di Serse Cosmi al Venezia ormai sembra prossimo. Sfortunatamente la sua avventura in laguna non è terminata come tutti noi, e lui stesso, speravamo: il Venezia è retrocesso in Lega Pro con la piu atroce delle beffe. A caldo ascoltando la conferenza stampa al termine dello sfortunato spareggio con la Salernitana sono rimasto molto colpito dalle sue parole. E' evidente che fosse improbabile trovarsi di fronte ad un allenatore sereno dopo 120 minuti di tensione e dopo il terno al lotto dei calci di rigore, ma le parole del mister sono state dure, durissime, contro tutto e tutti del mondo del calcio: in primis la giustizia sportiva, in seguito tutti coloro che gravitano nell'ambiente quindi la stampa, i suoi colleghi allenatori,e i presidenti delle altre societa'.

Ha difeso come un Leone i suoi giocatori e ha usato piu volte il termine "nauseato" per descrivere il suo stato d'animo. Ricordando la grinta e l'amore che ha sempre dimostrato per il suo lavoro queste parole non potevano lasciare indifferenti a mio modesto avviso. A Serse Cosmi nessuno ha regalato nulla,tutto si puo' dire tranne che sia arrivato dove è arrivato grazie a raccomandazioni o amicizie importanti. Dopo anni di gavetta nelle serie inferiori, la svolta della sua carriera arriva di colpo con la chiamata a sopresa del Perugia di Gaucci, che gli affida una squadra sulla carta retrocessa ancora prima di cominciare il campionato. Una squadra composta per lo piu' da giovani giocatori esordienti nella massima serie, tutti o quasi prelevati dalle serie minori, soprattutto dalla serie C dove Gaucci era già propietario della Viterbese,qualcuno addirittura dei giocatori di quella squadra proveniva dai diletanti!! (Mirko Pieri ex Udinese e Christian Bucchi ora promettente allenatore in serie B ed ex attaccante di molte sqaudre). Serse con il suo cappellino e un'incredibile grinta in maniera del tutto inaspettata compie un vero miracolo sportivo salvando la squadra il primo anno e portandola quasi in europa in quelli successivi, in seguito si trasferice in molte societa' con (quasi sempre) ottimi risultati.

Ricordo indelebile per lui e per i tifosi friulani la chiamata all'Udinese. Cosmi aveva un compito per niente facile,sostituire Luciano Spalletti e sfidare lo Sporting Lisbona ai preliminari di Champions League per ottenere la prima storica qualificazione nella massima competizione europea per club. Con due grandi partite compie l'impresa, sconfigge i lusitani e guida l'Udinese in questa nuova avventura per lui e per il club .La squadra parte bene sia in coppa che in campionato,ma col passare del tempo si perde, arrivano sconfitte e una crisi che preoccupa I Pozzo fino ad arrivare all'esonero, nonostante questo però come in quasi tutti i posti in cui è andato Serse viene ancora ricordato con stima e simpatia dai più.

Nella sua lunga carriera ha girato per lo stivale dal nord al sud,per ottenere salvezze e promozioni e come già detto molto spesso il campo gli ha dato ragione. La sua incredibile grinta lo ha sempre reso simpatico e carismatico,la trasmissione televisiva "Mai dire goal" gli dedico' una simpaticissima imitazione che lo rese ancora piu conosciuto agli sportivi italiani. Ora vederlo esausto,triste,nauseato quasi dubbioso se rimanere in quel mondo che per Serse è tutta la sua vita, nella piccola sala stampa del Penzo è un po' una sconfitta per tutto il mondo del calcio. Il calcio ha bisogno e avrà sempre bisogno di persone come lui,di persone che lavorano con la passione di un ragazzino e che, come ha ricordato lui stesso, non mettono il denaro al primo posto nella lista delle cose importanti quando deve decidere dove andare e cosa fare del suo futuro. Le sue parole sono state come una requisitoria d'accusa verso tutto il movimento calcistico italiano,salutando Serse con grande stima e riconoscenza mi auguro che le sue parole siano arrivate a chi di dovere anche se temo che non serviranno a cambiare le cose. Forza Serse non mollare!


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