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Galliani: "Mi aspetto una A a 22 squadre e una B a 21/22. Sarà un mercato di scambi"

06.04.2020 22:25 di Marco Lombardi   
Galliani
Galliani
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ai microfoni di Radio Uno, Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, ha parlato dei temi di attualità: “In Serie A sento parlare del 10% di decurtazione degli stipendi ma altro non è ciò che abbiamo già fatto noi a Monza. Essendo composto da dieci mensilità il contratto di un giocatore chiedere il taglio del 10% equivale al taglio di una mensilità, esattamente quello che abbiamo fatto noi accordandoci sul taglio di metà stipendi di marzo e metà di quelli di aprile. Credo che sia difficile fare una trattativa che comprenda tutte le parti, perché ci sono realtà diverse anche all’interno della Serie A, della Serie B o della Serie C. Un conto è tagliare una mensilità a chi guadagna milioni di euro e chi invece guadagna 2000 euro lordi come accade molto speso in Serie C”.

Che tipo di prospettive ci sono per il futuro del calcio? E quali sono i provvedimenti?
“La Serie A e la B sono una realtà, la C e la LND un’altra dove non ci sono ricavi o sono pochissimi. La Serie C perde 120 milioni di euro l’anno che sono messi a disposizione solo dagli imprenditori. La crisi che colpirà il nostro paese dopo il Coronavirus impedirà a questi signori di mettere gli stessi soldi nel mondo del pallone. Ricordiamoci poi che la C e la D hanno anche un compito sociale, atto a raccoglie i ragazzi dalle strade. Serve trovare un sistema che assicuri che questo compito sociale venga riconosciuto. La B, invece, ha dei ricavi e un 6% di mutualità che gli arriva dalla Serie A. Per il futuro servirà capire quali saranno gli introiti a disposizione, specie sul fronte dei diritti televisivi”.

Possibile la ripresa o no?
“I tempi li darà il virus perché solo lui ci potrà dire se nelle prossime settimane potremo iniziare la fase 2. Bisognerà capire quale sia la soluzione che recherà i danni minori al sistema e non quando si riprenderà. Serve un advisor che faccia una revisione delle soluzioni sul tavolo per capire quale darà i danni minori. Mi auguro che si intraprenda la strada che salvaguardi più di tutto gli introiti dei club”.

La Serie A in clausura in una zona con minor contagio?
“Deve rispondere la comunica scientifica. Finché saremo nella fase 1 o 2 vedo impossibile riaprire le porte agli stadi per una gara. Io sono per chiudere lo stagione, ma senza rischiare di aumentare il contagio. Se ci fossimo fermati prima forse avremmo evitato anche il dilagare della pandemia”.

In caso di mancata ripresa giusto congelare la classifica attuale assegnando il titolo a tavolino?
“Sono parte in causa con il Monza primo in classifica. Detto questo per quanto riguarda la Serie A manderei in Champions League le prime quattro della classifica dando spazio alla classifica attuale. Una scelta che comunque obbligherà a dare una graduatoria con un primo classifica, un secondo e così via perché questo in sede internazionale ha degli effetti in termini economico. Detto questo però non si può pensare alla retrocessione degli ultimi nella graduatoria attuale. Per questo mi aspetto una A a 22, una B a 21/22 o quello che sarà e poi la C vedremo perché lì i problemi sono altri”.

Che calciomercato dovremo aspettarci?
“Sarà un mercato di scambi senza movimento di denaro. Sulla falsariga degli sport americani come l’NBA”.


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