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EX GRANATA - Totò De Vitis: "Io ero uomo d'area, Tutino è esterno e può fare la seconda punta"

19.10.2020 15:30 di TS Redazione    per tuttosalernitana.com  
Fonte: il Mattino

"È venuto da Palermo con la stoffa dei campion, è alto uno e sessanta e si chiama Totò gol". Il coro della curva nuova dello stadio Vestuti, che diventava martellante prima del derby con la Cavese, era dedicato al bomber Antonio «Totò» De Vitis, predone d'area nel campionato di Serie C 1985-1986. Pronti, via si presentò al popolo granata con l'eurogol sotto la pioggia, contro il Casarano. Era, però, un attaccante furbo e la scaltrezza venne a galla un giorno a Terni: rilancio di Oriano Boschin, il pallone scavalcò tutti e divenne assist per De Vitis che puntò il vertice sinistro dell'area, attese l'uscita del portiere e fece gol. I «gemelli» di Boschin e Antonio De Vitis erano stati già Chimenti (rilancio) e Pisano (gol in fuga, da destra, dopo il dribbling su difensore e finta sul portiere) a Perugia, nella trasferta della stagione 1994-1995 finita 1-2 per i granata. Sabato scorso all'Arechi, però, il cerchio del tempo, della nostalgia e dei ricordi si è davvero chiuso. "Lo schema dal portiere all'attaccante", infatti, si è materializzato contro il Pisa di... De Vitis avversario, cioè Alessandro, il figlio dell'attaccante - proprio lui - che è rimasto nel cuore dei nati al Vestuti. Totò gol, da papà e addetto ai lavori, ha visto Salernitana-Pisa sul tablet. Al telefono, ammette: "Quando Tutino ha segnato la rete dell'1-0, la mente è subito volata a quel pomeriggio di tanti anni fa, alla volata di Terni. La dinamica è la stessa: qualcuno è furbo e veloce, qualche altro si appisola. La differenza è sottile. All'epoca, Boschin afferrò il pallone dopo un cross e lo rilanciò subito, dunque la difesa avversaria ebbe poco tempo per piazzarsi. Stavolta Belec ha messo il pallone a terra, ha alzato la testa, ha avuto quasi il tempo di accendersi una sigaretta e poi ha rilanciato. La linea difensiva del Pisa si è fatta sorprendere, bravissimo Tutino. Fino a quel momento, il Pisa avrebbe meritato il vantaggio. Poi Tutino ha dimostrato di essere micidiale".

Caratteristiche in comune con papà De Vitis?

"Ero uomo d'area. Tutino, invece, secondo me è esterno e può fare la seconda punta. Ho letto che Castori ha altre idee e lo sfrutta per vie centrali lanciandolo in velocità. È stata una intuizione felice, perché Tutino fa gol e non si ferma".

A secco solo con la Reggina, poi quattro sigilli in tre partite, Coppa Italia compresa. Totò gol, invece, debuttò subito con il Casarano e gonfiò la rete. Ricorda tutto e si emoziona...

"Venne giù la curva nuova, saltarono schemi e ombrelli, io scavalcai i tabelloni pubblicitari e corsi impazzito sulla pista bagnata. Quello fu il gol più bello e fortunato: mirai all'incrocio con il sinistro, che non è il piede migliore. Ho giocato a Salerno otto, nove mesi ma il granata è un brivido. Quando sono ritornato da ex all'Arechi, mi hanno fatto fare il giro del campo tra gli applausi. È stata una delle gioie più grandi della carriera". Dalla Liguria, «dove sto assistendo a Genoa-Sassuolo under18 per lo scouting degli emiliani", non parla del figlio centrocampista, «perché sono parte in causa». Si sbilancia, invece, sul destino di Salernitana e Pisa: "Granata compatti e con qualità, toscani sfortunati e con identità già consolidata. Aspettiamo altre sette, otto partite ma credo che saranno presenti in zona playoff, entrambe in corsa". Su rilancio del portiere.


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