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CALIL: "Non avrei mai lasciato Salerno. Senza tifosi si perde tanto, la squadra non c'entra"

26.09.2020 13:00 di Gaetano Ferraiuolo    per tuttosalernitana.com  
CALIL: "Non avrei mai lasciato Salerno. Senza tifosi si perde tanto, la squadra non c'entra"
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione Cento+2 in onda sulla webradio dell'Associazione Freedom, l'ex attaccante della Salernitana Caetano Calil ha parlato così del momento vissuto dalla squadra e della contestazione della tifoseria: "Quando si vince si respira un clima bellissimo, la gente ti trascina come accade davvero in poche piazze d'Italia. Da cinque anni, però, il ciclo vincente si è interrotto ed è normale possa esserci malumore. Non vivendo la situazione dall'interno non so dirvi quali siano le cause degli insuccessi, anche l'anno scorso i playoff sembravano cosa fatta e invece c'è stato un calo finale inaspettato. Prima o poi, però, sono convinto che il vento cambierà. Non conviene a nessuno vivacchiare in modo anonimo in cadetteria, penso che Lotito e Mezzaroma abbiano tutto l'interesse affinché l'investimento possa fruttare. E, in A, la Salernitana sarebbe una piazza ancora più appetibile. La contestazione è legittima e va rispettata, ma è chiaro che il calciatore rischia di pagare la spaccatura con la società: in campo scende la maglia, il sostegno potrebbe essere fondamentale in una piazza come Salerno".

Si apre poi l'angolo amarcord: "Non so dire quale gol sia stato più bello, tutti mi ricordano la doppietta in casa contro il Catanzaro. Eravamo un grande gruppo, ricordo ancora quando Lanzaro decise di giocare lo stesso pur avendo perso il papà. Segnare sotto la curva è un qualcosa che non si può descrivere a parole, tutti insieme volevamo vincere il campionato e ci siamo riusciti. Forse ho avuto la fortuna di vivere il miglior periodo della gestione Lotito-Mezzaroma. L'addio? In estate presero tre attaccanti, era evidente non ci fosse più spazio per me. Per amore di Salerno ero disposto a restare anche come quarta scelta, quella B la sentivo anche un po' mia. Il mio procuratore spinse molto per la cessione, evidentemente ci sono cose che sa soltanto lui o forse la dirigenza granata. Alla fine, a malincuore e con il magone, andai via da Salerno. Ma non è mai dipeso da me..."


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