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ESCLUSIVA TS - Imborgia: "No a Colantuono e Castori. Società e dirigenza, senza identità non vincerete mai nulla"

07.08.2020 13:00 di Gaetano Ferraiuolo    per tuttosalernitana.com  
ESCLUSIVA TS - Imborgia: "No a Colantuono e Castori. Società e dirigenza, senza identità non vincerete mai nulla"

“Non è facile spiegare cosa sia successo alla Salernitana, anche perché non ho vissuto la quotidianità né visto partite dal vivo. Secondo me Ventura è un allenatore molto bravo e un maestro di calcio, la rosa è stata costruita meglio rispetto al recente passato e c’erano le condizioni per arrivare un po’ più in alto in classifica. Purtroppo manca la capacità di saper gestire le situazioni nel modo giusto, ho detto tante volte in passato che si è affievolito il fuoco che deve esserci dentro per lavorare in una piazza come Salerno. Percepisco un distacco tra la città e la squadra, tra il pubblico e la società. Queste spaccature portano risultati negativi, una rosa assortita bene e guidata da quel mister non può finire al decimo posto. Qualcuno può pensare che Ventura non sia più quello di una volta, ma a mio avviso sbaglia. Ora è facile attaccare Lotito o Fabiani, ma io vedo meno falle rispetto alle annate precedenti. Posso capire, però, l’amarezza di un pubblico che sogna da tempo il grande salto e che ha voglia di respirare aria di calcio vero “. Così il direttore sportivo Antonio Imborgia intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana.

L’ex dg granata, protagonista nel biennio 2004-06, prosegue: “Ventura lo conosco personalmente dall’anno in cui ho vinto il campionato di Como. Dovevo prenderlo al posto di Dominissini, non si fece nulla perché iniziammo a conquistare risultati positivi. Ricordo poi di un alterco pesante con Preziosi, all’epoca presidente dei lariani. E’ un caratteriale, quando le cose non sono allineate come piacciono a lui possono esserci problematiche. Può darsi che la rosa era troppo ricca di doppioni o che ci fosse qualche atleta a lui non gradito. Non è mia intenzione attaccare la proprietà e difendere Ventura, ci mancherebbe. Penso semplicemente che Salerno aveva un allenatore di primissima fascia, che sappia migliorare i singoli calciatori e che dia una identità precisa alle squadre. Ci vogliono, però, tante componenti. Serve anzitutto una società vincente e non basta avere i soldi da spendere. Fabiani ha un ruolo dominante, sopra di lui c’è solo Lotito e secondo me è una barzelletta dire che Tare abbia un’incidenza nelle cose di casa granata. Non so perché non venga mai messo in discussione, ho avuto modo di dirgli in faccia pur col sorriso il mio pensiero. So che nella mia carriera da dirigente ho pagato per molto meno, evidentemente a me non veniva concessa la buona fede. Onestamente anche io mi chiedo come mai la proprietà non rifletta sull’operato di Fabiani, ma solo il patron può dare una risposta. Ciò detto, ribadisco che la squadra di quest’anno era interessante e c’erano stati dei passi in avanti rispetto ai campionati precedenti”.

Imborgia ha le idee molto chiare sui motivi del flop granata: “La Salernitana aveva identità, anche quando sbagliava le partite. Sono i particolari che fanno la differenza. Non mi sembra che il budget messo a disposizione dalla proprietà sia risicato, anzi è tra i più importanti della categoria. Manca lo spirito giusto, lo dico da anni. Ogni volta che va fatto il salto di qualità viene meno, non può essere soltanto da determinato dall’allenatore, dalla tattica, dall’alimentazione o dai calciatori. Quando manca l’identità i risultati ne risentono, la continuità è fondamentale nel calcio ma invece si cambia sempre e tutto ogni anno. Solo la proprietà e Fabiani sono lì da anni, per il resto c’è sempre una rivoluzione. Non si deve necessariamente vincere subito, ma l’importante è che l’obiettivo finale sia quello. In questo modo diventa difficile, l’anima della Salernitana deve essere formata da un gruppo di calciatori bandiera che non vedo da tempo. E’ la vera grande colpa di Lotito e Mezzaroma”. Infine sul futuro allenatore: “Non me ne voglia Colantuono, ma le minestre riscaldate non servono. Stesso discorso per Castori che, comunque, stimo perché sta ottenendo risultati ottimi. Ci vorrebbe un po’ di fuoco, Dionisi del Venezia sarebbe il top ma secondo me va all’Empoli”.


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