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LGI - Francesco Milani, a scuola da Heurtaux per diventare grande

Ogni venerdì La Giovane Italia ci racconta un profilo del settore giovanile della Salernitana. Scopriamo insieme i talenti granata del domani
10.04.2020 19:30 di Italia La giovane    per tuttosalernitana.com  

Da Roma a La Spezia, passando per Livorno e Ferrara prima dell’approdo a Salerno. Quella di Francesco Milani è stata fin qui una carriera già molto movimentata, a dispetto dei neppure vent’anni sulla carta d’identità. Nato a Palestrina e cresciuto col biancoceleste della Lazio nel cuore e sulla pelle, il classe 2000 ha cominciato nel 2015 il suo personalissimo “Giro d’Italia”, che in granata sembra aver trovato un arrivo di tappa molto interessante per le sue prospettive di carriera.

A scuola da Heurtaux - Il difensore laziale è arrivato alla Salernitana la scorsa estate, dopo aver sfiorato la promozione in Primavera 1 con la maglia della Spal. Ironia della sorte, a negargli la gioia della vittoria dei playoff è stata proprio la “sua” Lazio, che si è imposta nella finale degli spareggi lasciando a Francesco tanto amaro in bocca proprio sul più bello. Un rammarico che Milani ha utilizzato come motivazione ulteriore nella sua nuova avventura in Campania, che lo ha visto fin da subito imporsi come uno dei cardini della Primavera di mister Rizzolo. Per lui 17 presenze da fuori quota, impreziosite anche da un gol fondamentale per il successo nel derby contro il Benevento. Una stagione doppiamente importante per la maturazione, grazie alla possibilità di allenarsi e giocare al fianco di Thomas Heurtaux che con la sua esperienza ad alto livello gli ha permesso di crescere ulteriormente e di prepararsi nel migliore dei modi per un salto tra i professionisti ormai dietro l’angolo. Tra i giocatori della prima squadra, invece, Francesco guarda con particolare attenzione a Pawel Jaroszynski, del quale ammira uno spirito battagliero che cerca di emulare in campo.

Subito leader - Milani è un centrale ideale per un calcio moderno che chiede ai difensori di avere dimestichezza con la fase di impostazione. La capacità di gestire il pallone con buona proprietà tecnica lo rende ideale per agire da “braccetto” di destra di una retroguardia a tre, anche se Francesco può tranquillamente agire come centrale di una linea a quattro. Alle doti di costruzione, il classe 2000 di Palestrina abbina anche quell’abilità nella marcatura che è ancora uno dei tratti salienti della scuola italiana: capacità di anticipo, lettura delle traiettorie e uso sapiente del fisico lo rendono in questo senso piuttosto simile a Andrea Barzagli, per individuare un paragone con un grande difensore dell’epoca moderna. Il metro e ottantasette di altezza lo rende particolarmente efficace nei contrasti, penalizzandolo leggermente sul piano della velocità e, soprattutto, della rapidità nel breve. Un dazio che però Milani riesce spesso e volentieri a non pagare caro, grazie a un ottimo senso della posizione e a una avanzata conoscenza dei punti forti e deboli del suo gioco che gli consentono di esporsi a situazioni particolarmente pericolose. A Salerno si è dimostrato subito un leader in campo e nello spogliatoio, grazie al feeling creato senza fatica coi nuovi compagni di squadra. Il tempo libero lo trascorre con gli studi universitari o insieme alla fidanzata e, in generale, conducendo una vita molto attenta e professionale, consapevole com’è di rappresentare i colori granata non solo dentro ma anche fuori dal campo. Un profilo tutto da seguire, che in estate è destinato a vivere la prima esperienza nel calcio dei grandi, magari proprio con la maglia della Salernitana


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