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Gazzetta dello Sport: "Il calcio al Governo: "Aiuti o collasso"

27.10.2020 11:25 di Redazione Tuttoreggina    per tuttoreggina.com  
Gazzetta dello Sport: "Il calcio al Governo: "Aiuti o collasso"
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

"Il calcio al Governo: "Aiuti o collasso", scrive oggi Gazzetta dello Sport nelle pagine nazionali.

"È sempre più pressing del calcio sul Governo. Dopo le due lettere di Gravina e Dal Pino a Conte e ai ministri Spadafora, Gualtieri e Speranza, per tutta la giornata di ieri si sono infittiti i contatti per cercare di strappare un sostegno, almeno indiretto, con la sospensione dei versamenti fiscali. O con provvedimenti che allontanino quel rischio collasso denunciato anche ieri dalla Lega di A. La cancellazione dei mille spettatori decisa dal Dpcm è un ago nel pagliaio dell’incertezza e di un sostanziale azzeramento di entrate sul fronte botteghino, che rappresenta per il calcio professionistico qualcosa come 344 milioni di euro secondo i numeri dell’ultima stagione interamente a porte aperte. A cui vanno aggiunti i tagli di sponsorizzazioni e incassi di marketing. Dati che creano una condizione di emergenza diffusa: la metà dei club di serie A si troverebbe in grandissima difficoltà economica.

Alla fine della giornata si è mosso qualcosa. È molto difficile immaginare un intervento immediato nel cosiddetto decreto «ristoro» che sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri e che prevede però interventi «sportivi» solo alla base della piramide (Spadafora li aveva annunciati domenica sera: bonus di 800 euro per i collaboratori sportivi, contributi a fondo perduto alle società dilettantistiche in misura doppia di quelli già percepiti nella prima fase dell’emergenza). Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri avrebbe però espresso a Gravina l’impegno per un intervento in sede di Legge di Bilancio, ormai alle porte, e sul quale naturalmente il Governo metterà molte più risorse rispetto ai 5 miliardi stanziati per il decreto di oggi. Dal Pino insiste sulla ricaduta sociale di un eventuale collasso del movimento: «L’economia del Paese pagherà a caro prezzo le misure restrittive che sono state poste in essere. Bisogna pensare alle conseguenze sull’occupazione, sul bene dei nostri cittadini e sul futuro del nostro Paese».

Il problema calcio, il suo ballare sul burrone, non potrà però essere affrontato soltanto chiedendo aiuti all’esterno. Nelle prossime settimane, anzi nei prossimi giorni, ci dovranno essere degli interventi all’interno del sistema. Dilazionare ancora il pagamento degli stipendi già spostato di un mese e mezzo? Assicurare il «netto» e provare a chiedere lo spostamento dei versamenti previdenziali? In ogni caso, il calcio dovrà guardarsi dentro, stabilendo anche nuovo «patto» fra le componenti, per essere credibile fuori.

Nel frattempo, ieri, proprio mentre correvano mail e telefonate post Dpcm, si è espresso per la prima volta in modo palese il contrasto fra Gravina e il suo vice Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Nazionale Dilettanti (che ieri ha indetto un referendum fra le società di serie D per decidere se andare avanti con il campionato o fermarsi, oggi si conoscerà il risultato). È stata un’allusione di quest’ultimo, «qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di un disastro annunciato, invece di continuare a lanciare numeri e a fare proclami come se il calcio a cui pensare fosse solo quello di vertice», a spingere il presidente federale a una dichiarazione con destinatario chiamato per nome. Gravina ha ricordato i contributi della Figc alla Lega Dilettanti. E ha aggiunto comunque che «questi interventi non riusciranno a salvare il sistema perché senza le adeguate tutele e gli immediati provvedimenti per il calcio di vertice, è tutto il calcio a non avere futuro». Dunque, niente «azioni o rivendicazioni isolate». Perché non faremo mai «l’errore di dividere il nostro mondo in ricchi e poveri». Poi un invito all’unità fino alla controreplica di Sibilia: «I Dilettanti non spaccano il calcio, abbiamo sempre operato in un’ottica di sistema». Sullo sfondo la sfida elettorale di marzo per la presidenza federale. Marzo che oggi sembra però un traguardo lontanissimo, nascosto da un’emergenza che deve essere affrontata subito", la lunga analisi del giornale in rosa.


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