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Pordenone Calcio, Camporese: "Seguiamo il Komandante!"

28.09.2020 10:05 di Redazione TuttoPordenone    per tuttopordenone.com  
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Non è stato un esordio con il botto come quello della passata stagione (3-0 al Frosinone alla Dacia Arena), ma il punto conquistato sabato al Giardiniero di Via del Mare contro un Lecce fresco di retrocessione dalla serie A e valutato come compagine fra le più accreditate per la corsa alla massima serie, probabilmente vale ancora di più dei tre incassati con i ciociari di Alessandro Nesta. Si è detto spesso che confermarsi dopo un campionato da matricola splendido non è assolutamente facile. Il Pordenone infatti non è più visto come una sorpresa, ma come una consolidata realtà e quindi affrontato con maggior attenzione. A questo va aggiunto il fatto che durante la finestra di mercato ancora aperta la squadra è stata praticamente rivoluzionata. Sabato in Via del Mare nella formazione iniziale erano ben sei gli elementi nuovi: Falasco, Magnino, Calò, Rossetti, Mallamo e Diaw. Attilio Tesser è rimasto ampiamente soddisfatto della loro prestazione e in particolare di quella dei quattro centrocampisti che non avevano mai disputato prima una gara ufficiale insieme. Sul rendimento dei veterani ovviamente non sussitevano dubbi visto ciò che hanno saputo fare la scorsa stagione sino alle semifinali playoff per la promozione in serie A. Merita una menzione particolare la coppia di centrali difensivi formata da Barison e Camporese e il solito Bindi. Quando viene chiamato a difendere la porta neroverde Jack non delude mai. Fantastica la sua risposta sulla staffilata di Henderson a un quarto d’ora dal termine dell’incontro. La cosa più importante però è che, al di là delle valutazioni sulle prestazioni dei singoli, i ramarri si sono mossi da squadra vera. Al riguardo illuminanti sono le dichiarazioni di Michele Camporese promosso nell’occasione capitano.

“Non era un impegno facile – premette il difensore centrale – perché i nuovi arrivati non hanno avuto molto tempo per lavorare e integrarsi. L’intero gruppo però – sottolinea – crede molto negli insegnamenti del mister e se tutti lo seguiamo e remiamo nella stessa direzione i risultati vengono di conseguenza. Sono arrivati, al di là di qualche partita nata male, durante la passata stagione e sono convinto che arriveranno anche in questa”.

L’identità e la compattezza del gruppo è stata ribadita da Michele anche quando ha commentato la sua promozione a capitano.

“Ho vestito la fascia – ha detto -, ma il vero capitano resta Mirko (Stefani, ndr) che è una figura molto importante per noi giocatori e per la società per tutto quello che rappresenta”.


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