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Pordenone Calcio, Fedele: "La serie A neroverde non è una chimera!"

03.08.2020 08:30 di Redazione TuttoPordenone    per tuttopordenone.com  
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

“Forza, possiamo farcela!”.

Quando parla del Pordenone Adriano Fedele usa la prima persona plurale perché una parte del suo cuore è tinta di neroverde. Lo è da quando, nel 1983, lasciò il Verona e la serie A per chiudere la sua carriera da giocatore in C2 in riva al Noncello, ma ancora di più dal 2001 quando guidò i ramarri alla riconquista del professionismo (C2) dopo tredici anni di assenza. Purtroppo al termine della stagione successiva il Pordenone ripiombò fra i dilettanti (Eccellenza) perché la richiesta d’iscrizione alla C2 venne rigettata per inadempienze economiche. Per rivedere i neroverdi fra i professionisti è stato poi necessario attendere l’arrivo di Mauro Lovisa che nel 2007 rilevò la società fra i dilettanti regionali per portarlo oggi, dopo una cavalcata entusiasmante attraverso l’Eccellenza, la serie D, la serie C e la serie B, a due passi dalla promozione in serie A.

“Essere arrivati alle semifinali playoff – riprende Adriano Fedele – è già un grandissimo risultato. I tifosi devono già essere orgogliosi di quello che stanno facendo Tesser e i suoi ragazzi, ma io credo che il 2020 possa diventare un anno veramente straordinario per il Pordenone e non solo perché a ottobre verrà festeggiato il centenario dalla fondazione della società”.

I ramarri riprenderanno oggi la preparazione al De Marchi dopo la minipausa concessa loro da Tesser dopo la battaglia nell’afa di Cremona (2-2) che ha sancito la conquista del quarto posto e il passaggio diretto alle semifinali dei playoff senza dover passare attraverso il turno preliminare. Dopodomani conosceranno chi fra Cittadella e Frosinone sarà il loro avversario nel doppio confronto di semifinale in programma domenica 9 (in trasferta) e mercoledì 12 agosto (al Rocco).

“Chiunque sarà – fa professione di fede l’Adriano – potranno farcela. Hanno già dimostrato nel corso della stagione regolare di poter mettere sotto sia i ciociari che gli amaranto. Personalmente ho grande fiducia in Attilio (Tesser, ndr) che conosco sin dai tempi dell’Udinese. Io allenavo la prima squadra, lui la Primavera, ma – sorride ancora al ricordo l’ex azzurro – gli toccò più di una volta sostituirmi sulla panca dei grandi quando io pagavo in tribuna i miei scambi di vedute coloriti con i direttori di gara. E’ un tecnico – giudica Fedele – che sa infondere tranquillità alla squadra e ricavare il meglio da ogni giocatore a sua disposizione. Il gruppo poi sta viaggiando sulle ali dell’entusiasmo per i risultati ottenuti nelle ultime due stagioni e questo può essere un fattore importante nei playoff. Lo sarà anche la condizione fisico-atletica dei singoli e avere una settimana a disposizione prima di scendere nuovamente in campo è certamente un vantaggio”.

Adriano Fedele ha speso una vita fra campo e panchina e sa benissimo come funziona il sistema calcio.

“L’unica cosa che mi preoccupa – dice infatti – è l’assenza di uno stadio adatto alla serie A in provincia di Pordenone. Io non amo le dietrologie, ma mi viene spontaneo credere che il Palazzo possa preferire che in serie A arrivi chi ha tutte le carte in regola, compresa la disponibilità di una casa adeguata. Certo, i ramarri potrebbero giocare al Rocco, ma – si chiede l’Adriano - quanta gente sarebbe disposta a seguire in “trasferta” i ramarri per tutto il campionato?”.


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