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Pordenone Calcio - Rossitto: "Frosinone? Meglio incontrare subito le piu' forti"

25.08.2019 08:56 di Redazione TuttoPordenone    per tuttopordenone.com   articolo letto 11 volte
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

A cercare di spiegare il disagio psicologico di essere di Pordenone e di dover giocare a Udine e a spingere il popolo neroverde a non disarmare non può che essere Fabio Rossitto, un pordenonese che, da giocatore, è passato di là de l’aghe per contribuire a far crescere l’Udinese.

“A Udine – racconta il crociato – ho vissuto emozioni splendide, ma addosso avevo la casacca bianconera e difendevo i colori di quella città. Diverso – ammette – è giocare a Udine difendendo i colori neroverdi. Per bella che sia la Dacia Arena purtroppo non è la casa del Pordenone, ma dell’Udinese. Non sarà – prevede e teme Rossitto – come giocare al Bottecchia dove bastano duemila spettatori sugli spalti per trascinare i giocatori in campo. I risultati ottenuti dalla squadra in questi ultimi anni sono dovuti anche al fatto che al Bottecchia ci si sentiva come in un fortino. Cosa che spesso ha condizionato le squadre avversarie. In una Dacia da 25 mila posti, anche se dovessero arrivare i tremila del tutto esaurito al Bottecchia o i cinquemila ipotizzati da Mauro Lovisa, l’atmosfera non sarebbe mai quella dello storico impianto pordenonese”.

Vero, ma re Mauro è felice di veder giocare la sua squadra in uno degli stadi più belli d’Europa.

Lo stadio – ripete Fabio – è certamente fantastico, ma ha anche dimensioni nettamente diverse da quelle del Bottecchia. Un campo dalle dimensioni ridotte alle quali sei abituato solo tu porta indiscutibili vantaggi. Mi ricordo quando, nel 1999, con la Fiorentina – si spiega l’ex viola – andai al Camp Nou in Coppa Campioni a giocare contro il Barca. Ci trovammo su di un rettangolo nettamente diverso dal nostro e senza riferimenti. Disorientati ne beccammo quattro (4-2 il risultato finale con doppietta di Rivaldo e gol di Luis Figo e Luis Enrique per blaugrana e Christian Amoroso ed Enrico Chiesa per i viola, ndr). Poi certo, ti abitui a tutto, ma l’inizio non sarà dei più semplici”.

Come fare quindi per non patire i disagi iniziali?

“Tesser è un grande tecnico – premette Rossitto – e lo sa certo meglio di me. Io posso solo auspicare che i ragazzi mettano da subito in campo tanto entusiasmo e la stessa voglia di stupire che li hanno animati la scorsa stagione. La carta dice che, a partire dall’esordio con il super Frosinone, nelle prime sette giornate i neroverdi dovranno misurarsi con cinque candidate alla promozione. L’esperienza insegna – è quasi un augurio quello del crociato – che è meglio incontrare subito le più forti, quando non sono ancora al massimo. Sarebbe importante stravolgere i pronostici per accrescere l’entusiasmo del popolo neroverde. Dove potrà arrivare il Pordenone? La squadra è stata disegnata da Tesser che sa quello che vuole. Avrà tanto equilibrio dietro e in mezzo al campo. Davanti poi ci sono giocatori come Chiaretti e Strizzolo che possono fare la differenza. Io credo ad una salvezza senza eccessivi problemi. Se poi dovessero partire con il piede giusto l’asticella delle ambizioni potrebbe essere alzata. Il risultato dell’esordio con il Frosinone? Pareggio, 1-1 – pronostica Rossitto -, ovviamente con gol di Burrai su punizione”.


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