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Frosinone-Pescara, Zauri: "Dubbi in attacco e in difesa. Vogliamo giocare a calcio ma serve anche correre"

13.12.2019 13:01 di Redazione TuttoPescaraCalcio    per tuttopescaracalcio.com   articolo letto 27 volte

Luciano Zauri ha parlato in conferenza stampa verso la sfida contro il Frosinone: "Palmiero rientra, difficile che parta dall'inizio ma è tra i convocati".

Difesa a tre o a cinque: "Può essere, abbiamo delle certezze di correre, se lo facciamo abbiamo possibilità, se non corriamo facciamo fatica".

Scelta perchè il Frosinone gioca a cinque: "Perchè abbiamo giocatori bravi, chi va in campo sono più o meno gli stessi, c'è poco da cambiare".

Sulla difesa: "Bettella è fuori, Campagnaro è tra i convocati".

Sulle scelte in attacco: "C'è poco da cambiare, i principi di gioco sono gli stessi. Noi vogliamo giocare al calcio, cambia qualcosa, ma dobbiamo portare la palla di la, più ci riesci più puoi fare male all'avversario. Galano prima punta lo stiamo valutando insieme ad altre cose. Abbiamo dei problemini legati alle condizione fisiche di qualcuno. Maniero? Nessuna bocciatura, lui sta bene ma non benissimo. Ha problemi settimanali, stanno tutti bene per essere convocati, ma partire dal primo minuto è un'altra cosa. Non ho mai visto nessuno far giocare qualcuno per un torto".

Memushaj potrebbe giocare dietro Machin e Galano: "Sono difficilmente collocabili, l'importante è come svolgeranno a turno i propri compiti. Galano e Machin sono giocatori a parte, Memushaj è forse il più centrocampista dei tre, ma messi in campo faranno entrambe le fasi. Se corrono e hanno voglia di fare, secondo me avremo pochi problemi".

Qual è il piano partita: "Dobbiamo fare tutte le cose, non è esclusa nessuna opzione. Non c'è solo una partita, dobbiamo cambiare nel corso della gara in base a come gioca l'avversario".

Galeone ha detto che il Pescara è indecifrabile: "E' un maestro, ha visto il Pescara e si è convinto per come lui vede il calcio. Quello che dice per me va bene".

Sul Frosinone: "Ha cambiato, si è messa a pedalare, ha raccolto poco all'inizio per quanto fatto vedere. La classifica si era complicata, poi Nesta ha cambiato sistema. Forse non è bellissima, ma è solida, subisce pochi gol e ne fa".

Non perde in casa dall'anno scorso: "Noi pensiamo a vincere sia in casa che in fuori".

Frosinone squadra quadrata e fisica: "E' una squadra quadrata, quando perdono palla si abbassano tutti e ripartono, aggrediscono la seconda palla, soluzione che sta dando risultati, ma non fanno solo questo. Hanno fisicità e gamba.

Che rapporto hai con Nesta: "Ci siamo conosciuti in Nazionale, i rapporti sono ottimi e abbiamo amici in comune. Ci saluteremo con affetto".

Sulle parole di Sebastiani post Venezia: "Quando giocavo prendevo i fischi e poi gli applausi. Lo stesso vale da allenatore. Il presidente è scontento, ma prova a pensare come stavo io. Lui può dire quello che vuole, è scontento perchè il Pescara è suo e non fa bene".

La città si accende e deprime facilmente: "L'ho percepito negli ultimi anni, il Pescara è cosi da sempre. Non è una critica a tifosi e città. Dopo una vittoria si pensa alla Serie A, dopo una sconfitta siamo scarsi. Nel calcio in generale c'è poco equilibrio".

Il Pescara è involuto o no: "A Perugia abbiamo fatto bene e perso, col Venezia avanti di due gol abbiamo pareggiato. Le altre squadre cosa fanno? Tranne il Benevento, le altre stanno facendo come noi. In più, noi abbiamo avuto altri problemi. Abbiamo avuto tanti infortunati, problemi oggettivi, poi gli errori miei e del singolo, sommato a quel tipo di problematiche, ecco il risultato. Poi possiamo parlare dell'allenatore scarso, ma non si può non essere chiari non vedendo quello che è successo a Pescara. Due crociati nel giro di pochi giorni".

Il Pescara ha subito più rimonte: "Con la Cremonese era una partita da 0-0, poi degli errori hanno fatto si che venisse fuori un pareggio. Contro il Venezia è stato diverso, ma molto dipende anche dal caso e ne prendiamo atto. Per trovare soluzione, dobbiamo essere più attenti. Il famoso cuore che ti porta a mettere una pezza dove non arriva l'allenatore, i giocatori fanno la differenza, la pezza la possono mettere loro, cosi quando si vince il merito va a loro".

La difesa desta qualche preoccupazione: "Disattenzione non vuol dire che non ci sei con la testa. A volte non c'è la percezione del pericolo come nel secondo gol del Venezia. Ma nel calcio si vedono gol di ogni genere".


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