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La Nazione: "Perugia, Santopadre: 'Alvini? Sopravvalutato, qui poteva essere un eroe. Castori mi è sempre piaciuto'"

01.01.1970 01:33 di Marco Lombardi   
Santopadre
Santopadre
© foto di Federico Gaetano

"Basta Alvini, con Castori voltiamo pagina", titola La Nazione. 

Perugia, Santopadre: "Qui poteva essere un eroe, il nuovo mister mi è sempre piaciuto. Ringrazio Comotto, ha fatto tanto per il Grifo".

Da Comotto a Matarazzo, da Alvini a Castori. Massimiliano Santopadre cambia, ma se per l’ex dg il presidente del Perugia ha solo parole di ringraziamento, non può fingere quando l’argomento si sposta sull’allenatore. "Qui sarebbe stato un eroe. Ora voltiamo pagina con Castori, tecnico che ho sempre apprezzato, professionista onesto, con dei valori".

Prima di dare il benvenuto al nuovo dirigente, Santopadre spiega l’addio a Comotto.

"Doverosi i miei ringraziamenti a Comotto per quanto fatto in questi due anni. L’ho chiamato in un momento difficilissimo (dopo la retrocessione, ndr), sapevo che sarebbe venuto ad aiutarci con grande entusiasmo. Lo ringrazio enormemente per quanto fatto e per dove ci ha portato. Ho fatto questa scelta per una questione di competenze, Gianluca è un uomo di campo, ha un’attitudine più tecnica che amministrativa".

Una scelta obbligata, invece, quella della panchina, con Alvini che ha salutato per accettare le lusinghe della Cremonese in A, due mesi dopo il rinnovo del contratto.

"La solita vecchia storia – continua Santopadre – , quando te lo vengono a dire hanno già deciso, vengono a fare il pianto greco. Sono situazioni che non accadono solo a noi, più si va avanti e più si perde quella parte del calcio che è amore, orgoglio, passione, coerenza e serietà nel mantenere gli accordi. Da un lato non mi meraviglia, dall’altro invece continuo a restarci male. Però noi siamo il Perugia, questo è quello che dico a chi viene a piangere, che siano allenatori, calciatori, dirigenti. Poi però devono anche aspettarsi le conseguenze, se non ci fosse stata una trattativa con la Cremonese sarebbe stato fermo due anni. Questo deve essere il messaggio chiaro ai naviganti: perché quando si bussa a questa porta prima devono pensarci bene. In bocca al lupo ad Alvini che è andato dietro a qualcosa che oggi pensa sia più importante ma qui poteva essere un eroe. Se oggi mi chiedessero di fare il presidente della Roma, rifiuterei. Non è importante di cosa sia re ma conta esserlo perché al tavolo dei re ti ci siedi comunque. Dato che decido io, io voglio esserlo del Perugia. Aggiungo inoltre che secondo me abbiamo sottovalutato troppo la rosa rispetto a quanto è stato sopravvalutato l’allenatore. Voltiamo pagina, il Perugia calcio non deve aver paura di aver perso Alvini, un tecnico che un anno fa la gente non sapeva neppure chi fosse. Facciamo un in bocca al lupo al nuovo allenatore Castori e a Giannitti che è in giro per le trattative".

Già, Castori. Perché?

"Perché ci dà esperienza e conoscenza di questo campionato e anche per dare continuità alla difesa a tre che è quella che ci ha dato maggiori garanzie. Quando con il Trapani tecnicamente fallito ci ha battuto nell’anno della retrocessione, nel tunnel ho pensato che prima o poi lo avrei chiamato. Ha grande professionalità oltre al valore dell’onestà e il principio basilare di giocarsi comunque e sempre la partita" [...]. 


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