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ESCLUSIVA TB - Entella, Mancosu: "Il primo step è consolidare la categoria. Io, Montreal e Drogba. Mio fratello è più forte di me"

07.11.2019 09:00 di Marco Lombardi   
Mancosu
Mancosu
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Matteo Mancosu, bomber della Virtus Entella, si è raccontato ai microfoni di TuttoB.com.

La sua ultima esperienza in cadetteria risale a quattro anni fa con il Bologna. Che Serie B ha ritrovato?

“Un campionato competitivo e difficile, il più difficile in Italia, dove puoi vincere o perdere con tutti. Un torneo in cui le squadre più attrezzate sono lì in agguato, destinate prima o poi a uscire fuori. Inoltre la cadetteria  è una vetrina importante per i giovani, che qui possono trovare terreno fertile per consacrarsi e spiccare il volo verso la Serie A. Tanti campioni sono partiti dalla B per affermarsi”.

Come si spiega la difficoltà della squadra a capitalizzare la mole di gioco creata? Lei è a digiuno da quasi due mesi…

“La storia dice che abbiamo vinto quattro volte 1-0 e questo dimostra che sviluppiamo un’ottima fase difensiva, mentre in attacco viviamo un periodo di oggettiva difficoltà. È chiaro che noi attaccanti, più di altri, siamo sotto la lente d’ingrandimento, ma è pur vero che ci sacrifichiamo tanto per fornire il nostro contributo in fase di copertura. Perché entrambe le fasi vanno curate bene. Detto questo, sì dobbiamo invertire la rotta e ritrovare la via del gol”.

Tra le squadre finora affrontate, quale l’ha impressionata di più e quale, invece, l’ha delusa?

“Il Crotone contro di noi ha disputato una grandissima partita, imponendosi 3-1. Ha grande qualità dalla cintola in su e fare risultato allo ‘Scida’ è sempre difficile. Il Benevento dispone di grandi individualità e lotterà fino alla fine per la promozione diretta. Ma anche Empoli e Chievo, sebbene non le abbiamo ancora affrontate, mi paiono ben attrezzate. Mentre non parlerei ancora di ‘delusione’, fermo restando che, tra le big, la Cremonese è indubbiamente quella più indietro. Però ha grandi giocatori e può venire fuori alla distanza. Bastano un paio di vittorie”.

A Chiavari si è ricomposto il sodalizio con mister Boscaglia, sotto la cui egida lei ha conquistato una storica promozione in Serie B con il Trapani. Come valuta la sua ex squadra, al momento cenerentola del campionato?

“Probabilmente i giocatori  stanno risentendo dei problemi societari che si trascinano dall’anno scorso. Inoltre è stato fatto un mercato con tanti prestiti e pochi elementi di proprietà: questo è un aspetto non trascurabile. Ad ogni modo, contro di noi ho visto una squadra coriacea, con buone individualità. Credo che il Trapani abbia le carte in regola per risalire la china della classifica”.

Come ha vissuto il passaggio da una metropoli come Montreal a una piccola città come Chiavari?

“Parliamo di mondi completamente diversi, ma ci si abitua in fretta. In MLS (Major League Soccer) il calcio è uno show mutuato dal basket NBA, senza cioè retrocessioni. Si gioca per raggiungere il traguardo dei playoff e non per strappare il punticino. E se perdi 3-4 partite di fila non succede nulla, mentre in Italia è un dramma. Sono due modi antitetici di vivere lo sport”.

L’obiettivo stagionale resta la salvezza oppure l’Entella può ambire a qualcosina di più?

“Il primo step è consolidare la categoria. Per cui ora dobbiamo risolvere il problema della sterilità in attacco e tornare alla vittoria per riprendere la marcia. Poi vedremo strada facendo. La nostra fortuna è avere un presidente capace, che sa quello che vuole…”.  

 Lei ha segnato a tutte le latitudini, dall’Eccellenza alla Serie A: qual è il gol che ricorda con maggior piacere?

“Direi che sono due. Innanzitutto la rete del successo 3-4 del Trapani a Cremona che ci permise di vincere la C e salire in B, un campionato che la città non aveva mai visto prima. E nemmeno io. Ricordo un’ esplosione di gioia indescrivibile. Poi ovviamente il primo gol realizzato in Serie A, con il Bologna, all’Olimpico contro la Lazio”.

Il compagno di reparto più forte con cui ha giocato?

“Facile, Didier Drogba. Un campione”.

Suo fratello Marco sta andando alla grande a Lecce: dei due, chi è il migliore?

“Giochiamo in ruoli diversi, lui è un trequartista di qualità e adesso milita nel massimo campionato. Peraltro, è stato anche sfortunato a non emergere presto dalle sabbie mobili della C, dove ha trascorso 6-7 anni senza vincere né essere notato dalla B. Poi ha fatto il doppio salto con il Lecce e ora sta dimostrando tutto il suo valore anche in Serie A”.

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