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ESCLUSIVA "Dopo 21 anni e 765 panchine troppo breve è stata l'emozkione di giocarsi la Serie A"

20.05.2022 00:11 di Redazione Perugia24.net    per perugia24.net  
Fonte: Claudia Marrone

Tra le vere rivelazioni della Serie B che sta volgendo al termine con gli spareggi promozione, c'è sicuramente il Perugia, che quegli spareggi li ha conquistati con la fame e con la grinta, salvo poi vedersi fermare in una discussa gara giocata a Brescia.
Ma non è adesso tempo di polemiche, perché la stagione del Grifo rimane esaltante, una tra le più emozionanti degli ultimi anni. Tra i principali autori di questa cavalcata c'è mister Massimiliano Alvini, un uomo partito dal basso che con sacrificio, umiltà e dedizione al lavoro si è costruito; uno abituato alle imprese, basti pensare alla favola Tuttocuoio, alla Reggiana portata in B contro un Bari che due anni fa in quella categoria ci si sentiva già, all'AlbinoLeffe portato ai playoff dopo due retrocessioni consecutive e successivi ripescaggi. Poi Perugia.
Proprio l'allenatore ha parlato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com e Perugia24.net.

Dopo 21 anni di carriera e 765 panchine è arrivato a giocarsi la Serie A: che emozione è stata, a mente fredda?
"Troppo breve, un'emozione breve perché volevo e volevamo tutti arrivare ancora più avanti. Però è stata una grande emozione, quando ci siamo visti nella griglia playoff la gioia era tanta, condivisa con il mio staff e i miei calciatori, oltre che con la società: sono contento che certe sensazioni si siano vissute".

Il cerchio intorno alla panchina nel quale vi siete uniti aspettando il risultato del Frosinone, all'ultima di campionato, è la foto della stagione?
"Ci sono state tante cose belle e ho tanti ricordi di questa annata. Anni fa c'erano le radioline, oggi smartphone e tablet, c'è uno schermo che unisce, ma le sensazioni rimangono poi le stesse, anche se i tempi cambiano: è stato un momento significati quell'abbraccio, come lo è stato l'urlo liberatorio condiviso anche con i nostri tifosi, e la gioia più grande è proprio che i miei ragazzi, alcuni giovanissimi, lo abbiano vissuto".

In una recente intervista, Matos ha detto che con Lei sono tutti felici.
"E' stata un'annata, la nostra, partita in silenzio, ma con delle belle tappe per i rapporti che si sono creati. Con i ragazzi ho sempre avuto un rapporto diretto, molto professionale, ma diretto: mi danno grande gioia le parole di Ryder".

A fronte delle parole dell'attaccante, l'annuncio del suo rinnovo contrattuale prima di un momento cardine della stagione quando ha influito?
"La proposta di rinnovo da parte di una società è sempre gratificante, e stavolta lo è stato ancora di più perché ha cementato maggiormente dei rapporti già bellissimi, e ci ha aiutati a finire nel migliore dei modi. La squadra ha dato davvero tutto per far si che, dopo la salvezza raggiunta già verso febbraio, si potesse arrivare al nostro secondo obiettivo, i playoff".

Brescia sembra però terra disgraziata per voi...
"C'è ancora molta delusione per l'epilogo della gara di Brescia, continuo a non darmi pace per il fallo fischiato sul gol di Santoro, non vedo proprio la logica di quella decisione. E' un tormento che ho dentro, e che mi porterò dietro per tutta l'estate, perché non ho visto equità di applicazione di regolamento nel match, non mi aspettavo decisioni così errate da parte un direttore di gara molto preparato e competente. Anche patron Santopadre è molto deluso per quanto accaduto".

Si è però visto spesso un Santopadre rinato, con un nuovo fuoco dentro. Il bilancio della stagione è positivo.
"Aver visto il nostro presidente felice è uno dei motivi di orgoglio. Mi sono divertito tanto ad allenare questa squadra con il mio staff, perché è una squadra di uomini prima ancora che di calciatori, ben allestita dal nostro direttore Giannitti".

Nella sua lunga carriera, è questa la stagione più bella vissuta?
"Il percorso di vita e professionale è sempre una scala. Più sali, più è alta la posta in palio. E' stato un risultato positivo quello della stagione ormai andata in archivio, che mi lascia ancora di più la voglia di migliorarmi continuamente".


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