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Si tirano le somme dopo il Covid: 400mila (per ora...) posti di lavoro in meno!

05.06.2020 09:30 di Redazione Perugia24.net    per perugia24.net  

Un conto salatissimo per l'economia italiana. Giovani, donne, lavoratori autonomi, ma soprattutto lavoratori a termine. Sono queste le principali categorie che pagano il prezzo più alto dell’emergenza Coronavirus. Il Covid-19 piega il mercato del lavoro tra marzo e aprile e fa esplodere gli inattivi (coloro che, sconfortati, rinunciano a cercare un impiego), tanto che formalmente il tasso di disoccupazione scende al 6,3% (con quello degli under 24 al 20%). Bloccati per legge i licenziamenti degli addetti stabili, i contratti a termine ne fanno le spese. I dati dell’Istat sono impietosi: ad aprile si contano 274mila occupati in meno rispetto a marzo, rileva l’Istituto di statistica parlando di una «marcata diminuzione». In due mesi, considerando anche marzo quando è partito il lockdown, il calo complessivo è di 400mila occupati. La netta caduta di aprile è tale che, se si fa il confronto rispetto ad un anno fa, si arriva a quasi mezzo milione di posti in meno. Eclatante il boom degli inattivi: ad aprile salgono di 746mila unità, quasi un milione e mezzo in un anno. Il peso più grande ricade sui più deboli e meno tutelati: il calo più significativo riguarda i contratti a tempo determinato: -129mila (-4,6% su marzo). E proprio sui contratti a termine e in somministrazione, si moltiplicano gli emendamenti di maggioranza e opposizione per eliminare vincoli e costi aggiuntivi.


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