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C'è l'idea (che piace poco) di far tornare un giorno a scuola gli studenti: ma chi si assume la reponsabilità?

29.05.2020 09:00 di Redazione Perugia24.net    per perugia24.net  

Prima il sindaco Andrea Romizi, ora - come scrive Michele Nucci su La Nazione - una delle dirigenti scolastiche più rappresentative della città dicono no alla proposta del viceministro, Anna Ascani, di far tornare per un giorno a scuola gli studenti di quinta elementare, terza media e quinto superiore. Una proposta che ha ricevuto la bocciatura anche di tantissimi genitori che scrivono proprio alla rappresentante del Governo e dello stesso Comitato scientifico del Ministero dell’Istruzione. Con Ascani che vira adesso sulla possibilità di scegliere altri luoghi diversi dalle scuole per ritrovarsi e che dal punto di vista istituzionale per ora ha incontrato il favore del sindaco di Firenze, Dario Nardella, con i dirigenti scolastici fiorentini però contrari. «Non è fattibile una proposta del genere in questo momento – sostiene Iva Rossi, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 4 di Perugia (Carducci, Cena, Montessori, Radice) che ha ben quattro terze medie sul ‘groppone’ più alcune quinte elementari – chi si assume una responsabilità simile? I dirigenti non se la sentono e oltre a me obiettivamente sono tanti i colleghi che sono impegnati in questi giorni nelle chiusure dell’anno scolastico. Un’iniziativa simile è obiettivamente non praticabile – aggiunge -: per quanto ci concerne abbiamo organizzato iniziative con le quinti classe elementari e le terze medie, con cori e concerti. Ma tutti in streaming naturalmente. Il resto in questo momento non sembra attuabile». Eppure il viceministro pare ne abbia fatto una questione di principio a questo punto, determinata a mandare in porto l’operazione che fa scuotere il capo a molti. A partire da mamme e papà. Secondo Nicola «bisognava consentire almeno di fare gli esami regolarmente (con le misure opportune). E invece c’è ancora incertezza sul prossimo anno. Pertanto questo ‘ultimo giorno’ lo trovo veramente inutile e pericoloso». Per Gabriella invece «con quello che sta succedendo nelle piazze e davanti ai bar, credo che un giorno a scuola per salutarsi e all’aperto , sia l’ultimo dei pericoli». Un pensiero comune di tanti genitori è quello che esprime Marica: «Questa dell’ultimo giorno di scuola mi sembra una bella arma di distrazione di massa dalle cose che veramente contano». Il ministro però ieri ha rilanciato: «Martedì a Perugia c’è stata una bellissima manifestazione con le Frecce Tricolori e c’erano decine e decine di persone non propriamente distanziate - afferma -. Era un rischio necessario? Non lo so. Io penso che l’ultimo giorno di scuola valga più della manifestazione con le Frecce Tricolori. Un segnale ai bambini va dato». Quanto al parere negativo del Cts, Ascani non demorde: «Cercheremo di definire un protocollo di sicurezza che consenta a quelle scuole che intendono farlo e che riescono in collaborazione con i Comuni a trovare questi spazi di poterlo fare».


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