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L'Associazione Italiana Arbitri finisce nel mirino per aver ritirato la tessera all'ex arbitro ed oggi assessore

12.11.2019 15:45 di Redazione Perugia24.net    per perugia24.net   articolo letto 10 volte

«Ecco l’epilogo di questa tragicomica vicenda in cui chi subisce una violenza non ne può neanche parlare né denunciare pubblicamente!!! Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri! Ad maiora». Cosi Elena Proietti, assessore allo sport del Comune di Terni ed ex arbitro, diffonde sui social il provvedimento disciplinare con cui l’Aia le ritira la tessera. Scrive Stefano Cinaglia su La Nazione, che la Proietti non è un ex arbitro qualunque: nel 2014 in una partita di Prima categoria umbra rimediò un pugno al volto che le ha provocato un’invalidità permanente. La commissione disciplina per l’Umbria dell’Aia motiva il ritiro della tessera per avere «arrecato un grave danno all’immagine interna ed esterna dell’associazione», in alcune interviste concesse nel novembre di un anno fa a diversi mezzi di informazione. Fatte, si legge nel provvedimento, «senza un’apposita autorizzazione da parte del presidente Aia». E si torna nel dicembre 2014 in occasione della partita di Prima categoria Real Quadrelli-Trevana, durante la quale Elena Proietti venne colpita dal pugno di un calciatore nel corso di una rissa (versione che «non appare affatto credibile» secondo l’Aia che ha parlato di comportamento «strumentale», sottolineando anche il provvedimento di archiviazione del gip di Terni sul caso). A seguito di quel fatto, Proietti aveva denunciato ai media di essere stata «abbandonata» dall’Associazione arbitri. «L’Aia fece quanto in suo potere per assistere la vittima» si legge invece nelle motivazioni del provvedimento, secondo cui «non appare affatto credibile la versione dell’episodio fornita dall’associata ai mezzi di informazione». «Tenuto conto che le dichiarazioni sono state rilasciate a distanza di ben quattro anni dall’episodio – continua la Commissione di disciplina - , il comportamento tenuto nell’intera vicenda dall’associata appare alquanto strumentale, dettato da fini personali e politici approfittando, nella circostanza, della discussione in atto relativamente ad un grave episodio di violenza accaduto nel corso di una gara del campionato di promozione laziale». Per l’Aia la cronologia è importante. E allora: il fatto è del dicembre 2014, l’archiviazione del gennaio 2017 e le interviste contestate del novembre 2018, in relazione alla violenza nel campionato laziale. Intanto lo sfogo social dell’ex arbitro Proietti incassa solidarietà e attestati di vicinanza.


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