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"Ma perchè l'anno scolastico non inizierà per tutti allo stesso modo?" Appello a Comune di Perugia, Asl e politica

17.07.2019 10:33 di Redazione Perugia24.net    per perugia24.net   articolo letto 5 volte

A lanciare l'appello è l'associazione Auret (Autismo, Ricerca e Terapie) di Perugia in vista del prossimo anno scolastico. Parla la vicepresidente Paola Meattini. “Sono ormai anni e anni che le amministrazioni, le istituzioni, la politica non sono riuscite a far iniziare un anno scolastico uguale per tutti – denuncia - lasciando presagire che nulla sia cambiato e che nulla stia cambiando”. Sono otto i punti su cui riflettere. “Ad ogni inizio di anno scolastico mancano gli operatori e gli insegnanti di sostegno preparati ad accogliere i bambini; le attività extracurriculari vengono offerte solo se le creano gli stessi genitori con le loro associazioni di volontariato; lo sport c'è solo se ci lavorano tecnici di buon cuore e che personalmente si adoperano e solo se i genitori ricercano questo tipo di attività; le cure essenziali il più delle volte sono inaccessibili e se un ragazzino autistico sta male lo si imbottisce di psicofarmaci come se curassero tutto; le diagnosi il più delle volte fatta per strada che negli ambulatori; se si accede al servizio di neuropsichiatria infantile i primi ad essere colpevolizzati per le proprie giuste ansie sono i genitori e quindi da subito messi a lavorare con i propri figli anche se non ne hanno le forze emotive; le diagnosi precoci sono necessarie, ma dall'anno scorso gli uffici regionali scolastici sono spaventati dell'aumento del numero delle certificazioni iniziano a sbandierare lo slogan del "certificato falso e o gonfiato" e in molti casi "degli insegnanti che non hanno voglia di lavorare"; allo slogan "devono stare con gli altri bambini" ecco l'impreparazione colpevole di interi territori: aule di sostegno perché dentro la classe disturbano, fuori dai centri estivi convenzionati o di riferimento dell'Asl perché non ci sono gli operatori o le risorse, accanimento contro i centri estivi privati e non collegati da logiche sanitarie che si trovano accusati di tutto, ma sono privati e non seguiti dall'Asl o dal Comune”. Alla politica le risposte...


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