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TMW - Morrone (Adicosp): "Apriremo colloqui con altre federazioni per disciplinare il ruolo di ds"

01 febbraio 2023 13:49 di Luca Bargellini   
Fonte: dalla nostra inviata Claudia Marrone
TMW - Morrone (Adicosp): "Apriremo colloqui con altre federazioni per disciplinare il ruolo di ds"
Nella cornice dell'Hilton Rome Airport, che è stata sede romana della due giorni conclusiva di calciomercato, si è tenuto gli 'Stati Generali dello Sport - Lo sport tra riforme e sostenibilità', organizzato da Adicosp (Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi) in collaborazione con l'università di Teramo, presieduta quest'oggi dal Dott. Giuseppe Tambone.
A fare gli onori di casa, il presidente dell'associazione Alfonso Morrone, che ha poi dato parola ai relatori presenti.

Il primo, il presidente della LND Giancarlo Abete: "Il calcio ha una forte valenza sociale e culturale, è una grande democrazia in cui ognuno è portatore della verità, ma non l'ho mai visto come un fenomeno economico. Si, permettere di crescere, ma non crea chissà quali posti di lavoro. Anzi, per certi versi è un costo per gli imprenditori che decidono di investire, ma torno a ripetere che il calcio è destinato a credere perché le società sono ormai di entertainment, non si limitano solo al gioco ma ampliano il loro orizzonte. Si arriva quindi a riforme e sostenibilità. C'è la riforma di cui tutti parlano, aspettando Godot, la riforma dei campionati, ma vedo che l'interesse dell'opinione pubblica è solo limitato al numero di club che giocheranno in A, la battaglia madre è quella: ma il vero problema, alla fine, è il numero di promozioni e retrocessioni, visto il divario economico tra categorie. E questo è dimostrato dal fatto che se ci si pone il problema del numero di squadre professionistiche... vuol dire che non ci sono risorse illimitate".

Si sono poi alternati altri interventi, tra i quali quello del presidente dell'AIC Umberto Calcagno: "Riforma e sostenibilità sono ragionamenti che devono partire dalle norme, dai controlli, oggi più che mai, parlando di sostenibilità, dobbiamo parlare di regole. Il Covid è la pandemia non ci hanno aiutato, ma è il momento di redistribuire meglio le risorse a nostra disposizione, soprattutto verso il basso. L'Inghilterra è il nostro punto di riferimento, so che forse non è applicabile ma evidenzio che chi prende meno in Premier prende tre volte di più del suo corrispettivo italiano in A: questa è una chiave per alzare l'appeal, per far sì che ci sia una competitività differente. In Inghilterra hanno capito l'importanza della piramide, di finanziare un sistema che dà poi un prodotto, del sostengo. Si parla molto di mission qui, c'è poi da capire se queste siano state funzionali. Il mondo del calcio, pur nella sortire dell'articolo 2 del '91 che faceva sì che fossero le federazioni a decidere chi fosse professionista, ha visto la federazione usare in modo responsabile il tutto, ma si perdono poi occasione esterne, come il PNRR che ha dato solo briciole allo sport: in modo diverso, si sarebbero potute risolvere tante criticità. Ora mi auguro che il mondo dello sport sia capace di prendere queste risorse e prendere queste novità come un'opportunità".

In conclusione, il noto avvocato Cesare Di Cintio: "Da ormai qualche tempo, non seguo più solo il calcio, ma anche il ciclismo, che aveva bisogno di strutture somiglianti al calcio. Nel ciclismo adesso il problema nasce dal professionismo del ciclismo su strada, che in Italia conta solo tre squadre Professional, il corrispondente della Serie A del calcio. Da quando ho preso possesso, con lo stimato avvocato Tognon, della Lega Ciclismo, ho avuto colloqui con enti pubblici disposto a finanziare le gare purché queste vadano in tv per valorizzare le bellezze culturali e ambientali: trovate organizzati non è facile, ma le squadre sono diminuite dopo lo scandalo doping che ha colpito duramente questo sport. A ogni modo, quello del ciclismo è un terreno fertile per i procuratori, credo si debba un attimo ampliare il concetto di sport".

I saluti finali, spettano a Morrone: "Con la costituzione di FIDS, cui fra poco si aggiungeranno i colleghi del Brasile, amplieremo i colloqui con le federazioni internazionali, sempre col fine di disciplinare quello che è il ruolo dei Direttori sportivi".

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