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Livorno-Pordenone, le pagelle degli Amaranto

21.09.2019 23:47 di Gianluca Andreuccetti    per amaranta.it   articolo letto 28 volte
Livorno-Pordenone, le pagelle degli Amaranto
© foto di Marcello Casarotti/TuttoLegaPro.com

Livorno – Un pallone di Agazzi, calciato da oltre il limite dell’area di rigore, e una serpentina vincente di Marras consegnano rispettivamente al Livorno il primo gol dall’inizio del campionato e la prima vittoria stagionale, determinando la rottura di un digiuno di gol e di risultati che perdurava ormai dall’ultimo confronto della passata stagione (Padova-Livorno 1-1, sabato 11 maggio). Prima di addentrarci in ulteriori analisi, tuttavia, andiamo a vedere uno per uno come si sono comportati i giocatori scesi in campo in maglia amaranto:

Zima. Al pari di molti suoi compagni, di reparto e non, non fa una gran figura sul gol di Strizzolo, ma non si lascia scappare l’occasione del riscatto compiendo, tra il 37’ e il 47’ del secondo tempo, tre parate provvidenziali su Chiaretti, su Monachello e poi, ancora, su Chiaretti. Voto: 7.

Di Gennaro. La ravvicinata distanza da uno come Bogdan fa sì che sia sempre estremamente difficile esprimere un giudizio coerente con la prestazione fornita dall’ex difensore centrale del Renate. È, comunque, meno preciso rispetto ad altre occasioni. Voto. 5,5.

Bogdan. Il Ministro della difesa fornisce il suo solito fondamentale contributo in fase arretrata, salvo poi ritrovarsi con il viso rivolto verso la porta e le spalle girate nei confronti di Strizzolo in occasione del gol del pareggio friulano. Voto: 6.

Boben. Arriva con l’esperienza, il fisico e il senso della posizione lì dove non riesce ad arrivare con la rapidità e la tecnica. Sontuosa una sua chiusura difensiva al secondo minuto di recupero. Voto: 6,5.

Morganella. Alterna cose buone a cose meno buone, confermando il suo lento ma graduale progresso: c’è il suo zampino tanto sul primo gol del Livorno quanto sul pareggio del Pordenone, in occasione del quale è inspiegabilmente fuori posizione. Voto: 6.

Del Prato (20’ st). Spesso fuori dal vivo del gioco, tuttavia conferma una non comune capacità di arrivare sul fondo e di crossare il pallone. Voto: 6.

Luci. Fin tanto che Rizzo, Rocca e Viviani rimarranno fuori per infortunio o per scarsa condizione, c’è da immaginare che i centrali di centrocampo rimarranno due e il capitano degli amaranto continuerà a soffrire: e se c’è da soffrire, lui non si tira certo indietro, permettendosi anche il lusso di uscire alla distanza. Voto: 5,5.

Agazzi. Un suo diagonale dal limite dell’area fa venire giù lo stadio dopo venti minuti dall’inizio del match, rompendo un digiuno personale che durava dal lontano 21 dicembre 2017. E tanto basta per farne una partita da ricordare. Voto: 7.

Porcino. Un gigante vero e proprio: a vederlo in campo verrebbe voglia di riavvolgere il film della Coppa Italia e del campionato, fermandosi a immaginare come sarebbe andata fin qui, con lui in campo al posto di Gasbarro. Ara la corsia sinistra senza soluzione di continuità e non solo: prova a far fronte al buco di Morganella su Pobega in occasione del pareggio del Pordenone, porta via un uomo a Marsura quando questi serve a Marras il pallone che decide la partita e ringhia sul malcapitato Camporese quando c’è da fare la voce grossa nel finale. Voto: 7.

Marsura. Semplicemente devastante: dà vita, insieme a Porcino, a una catena di sinistra da leccarsi i baffi e serve a Marras il pallone che vale la vittoria sul Pordenone. Non solo è il migliore in campo, ma risulta impossibile trovargli un difetto. Voto: 7,5.

Braken (38’ st). Si dedica ad affinare l’intesa con Raicevic, ma non ha tempo per mettersi in mostra, fatto salvo l’episodio in cui, avendo subito fallo con il Livorno in vantaggio, ha agevolato la ripresa del gioco aiutando l’avversario a rialzarsi. Senza voto.

Marras. Tira, ragazzo, tira! L’ex ala destra del Pescara, al suo primo gol in serie B, è un vero e proprio diavolo: apre le danze andando subito alla conclusione da fuori area e porta avanti una partita ricca di dribbling, sovrapposizioni, scatti in profondità e continua ricerca della superiorità numerica. Ha l’unico torto di non cercare più il tiro in porta fino al momento del gol, che realizza trasformando in oro un passaggio di Marsura al centro dell’area. Sembra avere tutto per entrare nel cuore della tifoseria amaranto: ciò che importa è che si ostini a cercare sempre la giocata utile anziché il tocco di fino. Voto: 7.

Mazzeo. Breda immagina per lui un ruolo alla Raicevic, elemento di raccordo di un attacco in cui Marsura e Marras sono liberi di svariare e di inventare alle sue spalle, e viene ripagato con una partita di grande impegno e dedizione nel corso della quale l’ex centravanti del Foggia sa rendersi pericoloso anche sotto porta. Sul volto gli si leggono l’ansia e la voglia di tirarsi fuori dal tunnel in cui si è cacciato, facendosi parare da Vicario il tiro che avrebbe potuto valere il pareggio contro il Perugia: gli auguriamo di sbloccarsi presto. Voto: 6,5.  

Raicevic (12’ st). Entra ed è subito in partita, impegnando Di Gregorio con un tiro che avrebbe potuto valere il gol del 3 a 1 a poco meno di venti minuti dalla fine. Incoraggiante la formula del doppio attaccante di peso, sperimentata da Breda con l’ingresso in campo di Braken al suo fianco. Voto: 6,5.

Breda. Si rassegni a guardare un’altra squadra il tifoso che impara a memoria la formazione e suddivide i giocatori in titolari e riserve: a quasi un anno dall’arrivo del tecnico trevigiano, infatti, è verosimile affermare che quanto appena accennato non sarà mai possibile. Il Livorno visto questo pomeriggio, basato sul modulo 3-4-2-1 e incentrato su due catene laterali dal rendimento di prim’ordine, sarà sicuramente diverso da quello che andrà in scena a Cosenza tra non più di 72 ore e, non per questo, migliore o peggiore: ma, in una continua ricerca della perfezione che, com’è sotto gli occhi di tutti, ha sicuramente portato i risultati sperati. In attesa di un graduale ambientamento da parte di Braken, tuttavia, c’è da augurarsi che le due panchine di Raicevic abbiano costituito semplicemente un esperimento da non ripetere ed un’esperienza negativa per il giocatore. Voto: 7.


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