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Finché c'è gioco c'è speranza

08.02.2020 22:40 di Marco Ceccarini    per amaranta.it  
Finché c'è gioco c'è speranza
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com

Livorno – Il ritorno di Breda in panchina è stato salutato con un'ottima prestazione dalla squadra amaranto, che nel pomeriggio di oggi, sabato 8 febbraio, ha strappato un pari importante, a Udine, sul campo del Pordenone, che prima di questa gara era secondo in classifica.

Sono bastate le voci di una possibile cessione societaria, a giudizio di chi scrive, per rivitalizzare l'ambiente, dando energia e determinazione ai giocatori. Breda, che solo qualche ora prima aveva detto che su Diamanti, tornasse indietro, farebbe una scelta diversa, ci ha messo del suo, quadrando il cerchio, anche se, al di là del tecnico, secondo chi scrive a dare la scossa positiva è stata più l'energia vitale messa in circolo dall'ipotesi della cessione societaria, con prospettive che si aprono per tutti, che il ritrovato allenatore od i nuovi giocatori, che pure in alcuni casi possono dare un apporto importante alla squadra..

In ogni caso, al netto di questo, la prova offerta dal Livorno sul terreno del Pordenone di Tesser è stata, probabilmente, la migliore prestazione esterna della stagione. Od almeno, una delle migliori. Perché non va dimenticato che, ad inizio stagione, la formazione amaranto aveva giocato partite importanti, anche lontano dall'Ardenza, che solo per sfortuna, o comunque per sfortunati episodi, aveva perso. Poi la situazione si è complicata, compromessa, incancrenita. Al posto di Breda è arrivato Tramezzani, altro allenatore di grandi qualità e rispetto, con cui tuttavia la rotta non è stata invertita. Così è tornato il tecnico di Treviso, che oggi ha anche schierato alcuni dei nuovi, tra cui Silvestre, che con Marras, Plizzari, Luca Rizzo, Agazzi, capitan Luci, è stato tra i migliori in campo.

L'ottima prestazione fornita, in ogni caso, fa capire anche e soprattutto l'attaccamento che questi ragazzi hanno nei confronti di Breda. Un aspetto, questo, da non sottovalutare. Cosa, detto per inciso, che non significa affatto che non erano attaccati a Tramezzani. Anzi, lo erano. Ma che semmai mostra come questi giocatori, nonostante tutto, ci stiano mettendo grande impegno.

Il pareggio odierno va stretto al Livorno, che ha provato a vincere fino alla fine, con gli amaranto che, contrariamente al solito, non sono stati ribaltati ma avevano ribaltato il punteggio, prima di essere definitivamente raggiunti. Però è innegabile che i ragazzi, al cospetto di una signora squadra, hanno mostrato di avere un certo carattere e tanta voglia di risalire la china.

La vittoria, prima o poi, arriverà. Nel frattempo, però, occorre salutare con soddisfazione questo punto conquistato all'arena udinese contro i neroverdi del Pordenone. E' un pareggio, tra l'altro, che solo all'apparenza non fa classifica, perché facendo morale, in realtà, getta le basi per crederci e quindi, in prospettiva, anche per fare classifica. Certo che, da ora in poi, bisogna macinare punti, oltre che gioco, se non altro per dare un senso diverso, al di là dell'esito finale, a una stagione altrimenti catastrofica.

Ma per quanto difficile, per quanto ardua sia l'impresa, è doveroso crederci per salvare la maglia amaranto e la Serie B. Finché c'è gioco, d'altronde, c'è speranza. E il Livorno, proprio adesso, non deve abbassare la guardia.


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