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Latina, Nica: "Vivarini ha creato un gruppo unito. Contro il Brescia vogliamo ottenere punti pesanti"

13.12.2016 19:30 di Christian Pravatà   
Fonte: www.uslatinacalcio.it
Latina, Nica: "Vivarini ha creato un gruppo unito. Contro il Brescia vogliamo ottenere punti pesanti"
© foto di Federico Gaetano

Conferenza di metà settimanain casa Latina : nella sala stampa del Francioni parola a Constantin Nica.

Sei sembrato una sorta di oggetto del mistero nei primi mesi: che problemi hai dovuto affrontare?

“Sono arrivato qui con un piccolo problema. Sapevo di aver preso una botta in ritiro con l’Atalanta, dopo i primi allenamenti sostenuti a Latina ci siamo accorti che si trattava di una microfrattura che non si era evidenziata attraverso le radiografie. C’è stato bisogno di un po’ di pazienza, magari sono entrato in squadra un po’ tardi ma l’importante è averlo fatto nel pieno dell’efficienza fisica”.

Sei sempre stato consapevole che questo calvario sarebbe finito?

“Sono stato contento soprattutto del mio debutto stagionale, perché ha coinciso con una vittoria. Gli infortuni capitano a tutti, l’importante è superarli”.

Alla seconda partita, a Vicenza, sei invece incappato in un’espulsione: cosa è successo?

“Volevo andare in anticipo, entrare forte sulla palla e farmi sentire contro un avversario (Vita, ndr) che era partito forte. Ho provato ad essere aggressivo anche per trasmettere fiducia alla squadra, lui però ha capito che sarei entrato in maniera energica e ha fatto un passo in avanti, a quel punto l’ho preso. L’arbitro ha visto che ho tolto la gamba ma ha estratto comunque il cartellino rosso. Credo che una sola giornata di squalifica sia stata la sanzione più giusta”.

Cosa hai pensato dopo quel cartellino rosso?

“Non ho dormito per due giorni, sapevo che avremmo potuto perdere per colpa mia. Ho commesso una sciocchezza, purtroppo eroconsapevole che l’espulsione potesse starci perché si trattava di un’entrata da dietro”.

Vivarini sta insistendo molto su di te. Cosa pensi?

“Sono contento che il mister mi stia dando fiducia ma sono anche consapevole di poter dare di più. Sto riacquisendo ritmo, voglio giocare ancora meglio e dare sempre il 100 percento per questa squadra”.

Come ti spieghi questa differenza di rendimento tra casa e trasferta? È una questione caratteriale?

“Non penso che si tratti di timore, esistono anche gli avversari. Non ci sono squadre scarse, l’Entella ha attaccato molto una volta svantaggio e magari ci manca ancora un po’ di esperienza per gestire alcune fasi della partita. Siamo giovani, ci siamo abbassati un po’ e abbiamo sbagliato, ma non molliamo mai fino alla fine. Ad Ascoli, al di là della reazione, abbiamo anche disputato un bel primo tempo che ci ha trasmesso ulteriore fiducia. Se fossimo rientrati negli spogliatoi per l’intervallo con due o tre gol di vantaggio non ci sarebbe stato niente di strano, me lo ha detto anche un nostro avversario. Sentire una frase del genere ti mette ancora più rabbia in corpo”.

Vi sentite penalizzati dagli arbitri?

“Gli errori arbitrali fanno parte del gioco, noi dobbiamo pensare a fare il nostro dovere in campo”.

Ti trovi meglio a destra o a sinistra?

“È uguale, non cambia niente. Quando gioco a destra porto palla col sinistro, sulla fascia opposta è il contrario. Non ci sono grandi differenze”.

In percentuale qual è la tua condizione attuale?

“Mentalmente sto bene, ho trovato un bel gruppo e una bella società. Si vede anche in campo, dove stiamo esprimendo un buon calcio. A livello fisico devo riacquisire il ritmo al quale sono abituato. La prima partita che ho fatto non ho avvertito quella stanchezza che è subentrata nelle successive, determinata anche dagli allenamenti. Mi sento bene, ma posso dare di più”.

Che differenze hai trovato tra l’Atalanta e il Latina?

“Quello di Bergamo è stato il mio primo anno in Italia, cambiava radicalmente il modo di intendere il calcio e, se devo essere sincero, non ho capito benissimo tante cose. Adesso mi sento bene, come se fossi a casa mia. Mi trovo bene in Italia e in particolar modo a Latina, dove sono arrivato in un gruppo giovane e che sta dimostrando di saper giocare”.

E quali tra il calcio italiano e quello rumeno?

“In Italia si curano maggiormente i particolari, dai movimenti dei singoli alla tattica della squadra. Qui c’è molta più professionalità, a partire dall’alimentazione e lo stile di vita che si deve condurre passando per le metodologie di allenamento e la preparazione di ogni singola partita”.  

Che ti aspetti dalla partita col Brescia?

“Di vincere. Abbiamo la giusta rabbia per andare in campo e prenderci i tre punti. Nelle ultime partite abbiamo dimostrato di saperci esprimere bene, adesso ci servono anche punti pesanti”.

Che avversario pensate di trovare?

“Una squadra forte, come tutte quelle che abbiamo affrontato finora. Starà a noi metterci qualcosa in più di loro per prevalere”.

Che idea ti sei fatto di Vivarini?

“Parla con ciascuno di noi sia prima che dopo le partite. Ha creato un gruppo unito e nel quale chiunque entra riesce a far bene. Anche sabato, nonostante le espulsioni, Coppolaro e Rocca hanno offerto una prestazione positiva, dimostrando che le assenze non contano poi così tanto”.

Hai trovato differenze rispetto alla scorsa serie B che hai affrontato con la maglia dell’Avellino?

“È presto per dirlo perché ho giocato poche partite. La serie B è un campionato difficile ed equilibrato, come dimostra la classifica. Le squadre sono molto vicine tra di loro, attualmente siamo a una manciata di punti dai play-off e abbiamo anche la zona play-out non troppo distante. A mio avviso per tanti aspetti è più difficile e livellato della serie A”.


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