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Crotone-Stroppa: non è mai scoccata la scintilla. Hellas Verona, devi imparare ad essere squadra per arrivare in alto. Palermo, il tuo Stell-One lo avevi in casa. Padova, cosi sarà una sventura...

01.11.2018 00:00 di Attilio Malena   
Crotone-Stroppa: non è mai scoccata la scintilla. Hellas Verona, devi imparare ad essere squadra per arrivare in alto. Palermo, il tuo Stell-One lo avevi in casa. Padova, cosi sarà una sventura...

Un amore mai nato, una scintilla mai scoccata, un feeling solo di facciata: il Crotone aveva scelto con decisione Stroppa per ripartire, dopo un’estate di sofferenze e di ingiustizie, dal gruppo che ha prodotto una delle migliori espressioni di calcio in A: eccetto qualche pezzo perso per strada, i vari Nalini, Budimir, Simy, Stoian, Barberis, Cordaz, Faraoni, non hanno certo bisogno di dimostrare il loro valore. Il Crotone di Stroppa non è mai stato una squadra: una rosa non costruita per la difesa a tre, senza la giusta organizzazione soprattutto davanti, spesso troppa confusione e reazioni dettate dall’orgoglio più che dai dettami tattici. Stroppa esce dall’avventura di Crotone con le ossa rotte, la gestione della vicenda da parte della società non è stata pienamente vincente, perché non cambiare prima se si era già deciso di chiudere il rapporto?

Il Verona come il Bari, stesse lacune, stessi difetti: l’Hellas va troppo a sprazzi, e non ha ancora una dimensione costruita per la cadetteria. Un potenziale offensivo immenso tra Pazzini e Di Carmine inspiegabilmente non valorizzato. Gli scaligeri quando vengono chiamati a dettare legge e scardinare difese ben messe in campo vanno in difficoltà. I mezzi per diventare una delle grandi di questo campionato non mancano, ad oggi però il Verona ha mostrato solo parte del potenziale a disposizione.

Il marchio di Roberto Stellone sulla rinascita del Palermo, ora più che mai. Dal suo ritorno, il Palermo appare un’altra squadra , altra convinzione, altra mentalità e i risultati sono solo l’ultimo passaggio di un meccanismo già ben innescato dalla scorsa stagione. Carpi annichilito, senza pietà, dal primo, all’ultimo minuto in controllo, con una solidità ritrovata. La rosa non è mai stata da mettere in discussione, almeno in termini di qualità, ma Stellone ha la bacchetta magica e Tedino è scarso? Assolutamente no, Stellone aveva creato un affiatamento con il gruppo che andava compreso e fatto ripartire dall’inizio, con Tedino qualcosa si era già rotto, inutile ripartire insieme e prolungare l’agonia, per il bene del Palermo e per il bene di un ottimo tecnico come Tedino.

Il piatto piange, per il Padova il ritorno in cadetteria sta diventando una sventura e non un fantastico cammino come doveva essere: errori difensivi inconcepibili, di concentrazione e un attacco che latita, per una rosa probabilmente non all’altezza. La cattiveria e la voglia di stupire per uscire dal tunnel, cosi proprio non va…


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