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EDITORIALE

Verona: se ci sei batti un colpo! Crisi Benevento: la retroguardia meno battuta è diventata una "groviera". Perugia-Vicenza: Bisoli, ex senza rimpianti

01.04.2017 08:00 di Marco Lombardi   articolo letto 6641 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Venerdì interlocutorio in vetta alla classifica: frenano le battistrada Frosinone e Spal. Negli anticipi di ieri sera, una capolista evanescente acciuffa il pari in zona Cesarini sul campo del Cesena, mentre a sorpresa gli estensi cadono ad Avellino. Il combinato disposto di risultati offre al Verona, impegnato a Trapani, una ghiotta occasione per accorciare le distanze: espugnare il “Provinciale”, infatti, vorrebbe dire agganciare la Spal e tallonare, a due sole lunghezze, il Frosinone. Tutt’altro che agevole, però, il compito che attende gli scaligeri, vieppiù alla luce delle pesanti assenze per squalifica di Bessa e Romulo. La sorprendente squadra di Calori ha ingranato le marce alte: data per spacciata - ahimè anche dallo scrivente - al termine di un girone di andata disastroso, è risorta dalle proprie ceneri come la leggendaria Fenice. Reduci da due successi eclatanti ai danni di Bari e Benevento, i siciliani sono fermamente intenzionati a proseguire la risalita in classifica per tirarsi fuori quanto prima dalla zona pericolosa. Dal canto suo l’Hellas arriva da un pareggio interno carico di rimpianti ed accompagnato da una lunga coda di aspre polemiche. Tornare alla vittoria è la priorità, l’obiettivo è non perdere ulteriore terreno dal tandem di testa. Per compiere l’impresa contro una squadra ritrovata, che viaggia a mille, servirà un Verona “operaio” - spiega Pecchia -, un Verona  spavaldo, gagliardo, capace di soffrire e di sopperire, con la forza di un gruppo coeso ed affiatato, alle defezioni di alcune individualità di spicco: in definitiva, un Verona in grado di dare un segnale di maturità.   

2 punti nelle ultime 6 partite e 12 gol subiti - una media di 2 a partita - da quella che per lunghi tratti della stagione è stata la difesa meno perforata del campionato: sono questi i numeri che certificano la crisi del Benevento. Numeri che impongono una riflessione asettica, spassionata, scevra da pregiudizi “ad personam”. Ora, senza gettare la croce addosso a nessuno, nemmeno a Baroni - a mio avviso un signor allenatore -, è pur vero che siamo in presenza di due dati incontrovertibili: il tradizionale calo, tra febbraio e marzo, delle squadre guidate dal tecnico fiorentino e l’inatteso cedimento della difesa. In particolare, a preoccupare è proprio il dissolversi  della tanto osannata impermeabilità della retroguardia giallorossa. Qui dovrà intervenire Marco Baroni per risolvere al più presto i problemi di un reparto irriconoscibile che, anche non adeguatamente sorretto dal filtro del centrocampo, sta lasciando molto a desiderare. Quello stesso reparto sulla cui solidità ed affidabilità la Strega ha costruito la propria classifica. Appellarsi agli infortuni e/o agli episodi non serve a nulla e alimenta solo vittimismo e frustrazione, rischiando di diventare l’alibi delle “incompiute”. Dalla trasferta di La Spezia, in ogni caso, si attendono risposte concrete, in termini di capacità di reazione ad una pericolosa metamorfosi. Detto questo, giova ricordare che stiamo sempre parlando di una “neopromossa”, sebbene questa definizione, alla luce dell’opulenta campagna acquisti, possa calzare stretta alla squadra del Sannio. Una squadra che senza il punto di penalizzazione sarebbe quarta in classifica…

 

“Non tornerei a Perugia, anzi ho fatto proprio male ad andarci… Lì non si rema tutti dalla stessa parte…”.  Così nel dopo gara dell’andata tra Vicenza e Perugia, terminata col successo degli umbri per 4-1, un Bisoli tranchant liquidava l’infelice esperienza sulla panchina del Grifo. Operazioni di mercato non condivise, squadra martoriata dagli infortuni, critiche feroci di segmenti della stampa e dei tifosi nei confronti di una concezione iperdifensivista del calcio, dimissioni rassegnate e poi respinte: tante le concause del flop perugino. Oggi il ritorno al “Curi” e c’è da scommetterci che Bisoli non sarà accolto con il tappeto rosso. Ma il tecnico di Porretta Terme farà spallucce e penserà solo al suo Vicenza…

 



 


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