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SONDAGGIO
PLAYOFF: CHI VINCERA' ?
  PALERMO
  FROSINONE

EDITORIALE

Spal, avanti tutta. Derby del Levante con vista play-off. Pisa e quello strano paradosso...

22.04.2017 08:00 di Marco Lombardi   articolo letto 3028 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Prima di coronare il sogno del ritorno in quella serie A dalla quale manca da mezzo secolo, la Spal è chiamata a superare gli ultimi ostacoli che si frappongono sul suo cammino. Le ultime fatiche di una squadra che, a sorpresa ma con pieno merito, ha ipotecato la promozione facendo il vuoto dietro di sé: 5 punti di vantaggio su Verona e Frosinone a 6 giornate dal termine della stagione regolare sono un buon margine di sicurezza, un gap difficilmente colmabile. La trasferta contro il fanalino di coda Latina, dunque, quale ulteriore banco di prova per saggiare la maturità della capolista. Semplici ha richiamato l’attenzione dei  suoi ammonendoli a non snobbare l’avversario e a rifuggire quei cali di tensione fisiologici laddove la prima della classe affronta la cenerentola. Gli estensi non dovranno abbassare la guardia pensando di avere vita facile al “Francioni”, campo ostico per antonomasia. E’ una gara "trabocchetto", insidiosa... Il Latina di Vivarini, che per l’occasione potrebbe dover rinunciare all’acciaccato Corvia, ha dimostrato di non essere affatto una squadra in disarmo e giocherà orgogliosamente con la forza della disperazione, consapevole di non aver più niente da perdere. Solo la matematica, infatti, non condanna ancora i pontini, sui quali pende la spada di Damocle dell’ennesima, impietosa, penalizzazione.

 

Punti play-off in palio nel derby del Levante fra Spezia e Virtus Entella. La sconfitta rimediata al “Manuzzi” non ha ridimensionato le Aquile, ma nondimeno impone loro un pronto riscatto. Sorniona, indecifrabile, legata a doppio filo alla vena dell’inossidabile Granoche, la squadra di Mimmo Di Carlo traccheggia in quella zona di classifica a cavallo fra play-off e anonimato. Una squadra che gioca a sprazzi, capace di mettere alle corde le “corazzate”, o presunte tali, Verona e Bari, per poi fallire il salto di qualità soccombendo contro un Cesena non irresistibile, senza nemmeno “vedere”  lo specchio della porta. Manca quella continuità indispensabile per ottenere risultati importanti, lacuna che rischia di condannare lo Spezia al ruolo dell’eterna incompiuta. Analogamente l’Entella. Per demeriti propri, ma anche per episodi sfavorevoli, la squadra di Breda ha scialacquato per strada diversi punti preziosi contro compagini in lotta per non retrocedere; punti che, ove conquistati, avrebbero consentito ai biancazzurri di rinsaldare la loro posizione nella griglia play-off. Il rischio concreto è quello di rivivere l’amaro epilogo della passata stagione, con il sogno di giocarsi la serie A agli spareggi naufragato proprio in dirittura d’arrivo. Un derby, dunque, da non fallire: una vittoria potrebbe fungere da trampolino di lancio per la definitiva consacrazione in zona play-off.    

 

Un vecchio adagio recita che i grandi successi si costruiscono partendo dalle fondamenta. Così rispondeva Beppe Marotta, ad della Juventus, a chi gli chiedeva il segreto dei successi bianconeri: “Anche quest’anno abbiamo nella difesa il nostro punto di forza… D’altronde, le basi per una squadra vincente partono proprio dalla solidità del pacchetto arretrato: se è forte, puoi lavorare a centrocampo e in attacco con più facilità…”. E che un assetto difensivo ben forgiato, compatto ed incisivo, rappresenti  il pilastro su cui fondare le fortune di una squadra è una regola quasi esatta. Quasi, perchè esiste anche l‘eccezione che conferma la regola: una squadra che in serie B vanta la miglior difesa del campionato (solo 27 reti subite) e ciononostante ha ormai un piede e mezzo in Lega Pro. Questa squadra è il Pisa. Nel girone d’andata per i nerazzurri mantenere il clean sheet (porta inviolata) è stata quasi una costante. Attenzione certosina, intensità e “mestiere” hanno reso la difesa dei toscani un blocco monolitico difficile da scalfire, un autentico “bunker”.  Finchè il “Sindaco” Lisuzzo e sodali hanno retto, il Pisa è riuscito a sopperire alla disarmante sterilità del proprio, inadeguato, comparto avanzato rimanendo in linea di galleggiamento. Ma alla lunga i nodi vengono al pettine e gli errori di valutazione (Manaj?) commessi nel corso della finestra di mercato invernale sono emersi in tutta la loro evidenza. E chissà dove sarebbe ora il Pisa con un bomber vero… Già, chissà…


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