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Cremonese, Gaetano: "Non metto il naso fuori di casa da quindici giorni. Momento difficilissimo"

22.03.2020 21:21 di Marco Lombardi   
Gaetano
Gaetano
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Intervistato dal Corriere del Mezzogiorno, Gianluca Gaetano, centrocampista in forza alla Cremonese ma di proprietà del Napoli, ha parlato dell'emergenza coronavirus: “Non metto il naso fuori di casa da quindici giorni, spesa on line e allenamenti mattina e pomeriggio. A Cremona è stato un dramma, ho sempre cercato di mantenere la calma, di attenermi scrupolosamente alle regole. Ma confesso che ci sono stati momenti di grande sconforto. La città si è data da fare subito, la Cremonese ha anche sostenuto economicamente la costruzione di un ospedale da campo. Ho aiutato il Cotugno, l’ospedale della mia città. Il momento è difficile anche in Campania, l’ho fatto con il cuore”.

Il 22 febbraio la sua squadra era ad Ascoli, dovevate scendere in campo ma mezzora prima la gara fu rinviata. Avevate percezione di cosa stava accadendo? “In quei momenti no. Anzi, ero anche arrabbiato, avevamo già raggiunto lo stadio, la concentrazione era a mille. Volevo scendere in campo per la mia squadra e poi il dietrofront. In quei giorni il Coronavirus ci veniva raccontato come un’influenza. Una emergenza da tenere sotto controllo. Nessuno credo immaginasse la portata che avrebbe avuto. Abbiamo continuato ad allenarci con tutte le precauzioni del caso: sedute all’aperto senza utilizzo di palestra e di mensa. Poi lo stop e tutti a casa. Per fortuna, la mia fidanzata Maria è con me ed è un grandissimo sostegno psicologico. Cremona è il cuore dell’emergenza”.

Ha mai pensato di rientrare a casa? “Confesso di sì. Ma è stato soltanto il pensiero di un momento. Con la mia fidanzata ci siamo detti che sarebbe stato pericoloso, per noi e soprattutto per le persone che avremmo incontrato. Il momento è difficilissimo, nessuno dovrebbe muoversi di casa. Soltanto così, secondo me, è possibile vedere la luce in questo tremendo buco nero”.

Come procedono gli allenamenti a casa? “Bene, come l’alimentazione. Anche se nel fine settimana mi concedo il dolce
che prepara Maria”.

Tanti suoi colleghi contagiati. Il calcio doveva fermarsi prima? “Sì, la salute, anche quella di noi calciatori è la priorità”.


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