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Impressionante Palermo, i meriti di Stellone sono tanti. Reazione Cosenza incoraggiante ma non sufficiente. L’Hellas delude e non cambia, per ora. Brescia, i play-off adesso diventano l’obiettivo minimo

16.11.2018 00:00 di Attilio Malena   
Impressionante Palermo, i meriti di Stellone sono tanti. Reazione Cosenza incoraggiante ma non sufficiente. L’Hellas delude e non cambia, per ora. Brescia, i play-off adesso diventano l’obiettivo minimo

Il lavoro di Roberto Stellone alla guida nuovamente del Palermo è impressionante, i meriti dell’ex artefice del miracolo Frosinone sono indiscutibili. Il Palermo è un rullo compressore, non fallisce un colpo, ora l’obiettivo Serie A è diventato realtà, a maggior ragione dopo la vittoria netta, senza appello, contro la formazione sorpresa dell’anno, in tutto e per tutto, come il Pescara di Bepi Pillon. L’assortimento offensivo fa la differenza, come la mentalità e la cattiveria agonistica mostrata dal ritorno di Stellone in panchina.

Il Cosenza riparte, dopo l’ennesima disattenzione costata cara. Un leitmotiv diverso rispetto al solito, i calabresi sbagliano l’approccio e subiscono il forte impatto al match del Lecce, ma dimostrano di potersela giocare con tutti, tornando con forza e riprendendola ma non basta, la peculiarità del Lecce è azzerare tutto e reagire allo schiaffo preso, detto fatto, tre punti ai pugliesi. Le disattenzioni iniziano ad essere tante e pagate sempre a caro prezzo, un mix di sfortuna, ingenuità e mancata capacità di gestire perfettamente la pressione per tutto l’arco dei novanta minuti. Le riflessioni sono sacrosante, a maggior ragione quando i risultati non arrivano, mettere in discussione Piero Braglia sarebbe assolutamente ingeneroso e immotivato, un tecnico che sta dimostrando con i fatti di poter essere all’altezza, mai sconfitto nettamente e soprattutto amato da tutti. Il derby contro il Crotone diventa fondamentale per la classifica, e potrebbe esserlo anche per il destino di Braglia, chissà…

E’ una delle grandi delusioni del campionato, l’Hellas Verona di Fabio Grosso non riesce ad ingranare. La rosa è di primo livello, le difficoltà restano tante e stupisce la mancanza di consapevolezza dei propri mezzi che non riesce proprio a prevalere sulle insicurezze del momento. Riflessioni aperte, gli scaligeri non portano il marchio di Fabio Grosso, a differenza del Bari dell’anno scorso, che nel bene e nel male, aveva sempre l’impronta dell’ex tecnico della Primavera della Juventus.

Brescia cinico e concentrato, da sempre costruito per far bene, il talento e la personalità di Tonali, la punta dei sogni Donnarumma, il rifinitore Tremolada e il leader e bomber Torregrossa. L’evoluzione dell’ariete e la crescita è pazzesca, Torregrossa è cresciuto ed è finalmente maturo, riesce a prendersi nei momenti di difficoltà la squadra sulle spalle, dimostrando di essere anche da categoria superiori. Corini sembra sentire questa sfida sulla pelle, bresciano e possibile profeta in patria, oggi i play-off diventano un’imperativo, le difficoltà da qui alla fine del campionato non mancheranno senza dubbio, questo Brescia ha le qualità per non temere niente e nessuno.


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