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Brescia, Maran si (ri)presenta: "Non ero alla ricerca di un ingaggio, ma di entusiasmo"

15 novembre 2023 16:34 di Claudia Marrone   
Brescia, Maran si (ri)presenta: "Non ero alla ricerca di un ingaggio, ma di entusiasmo"
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
"Da dove cominciamo? Beh la mia storia è lunga, non possiamo citarla tutta oggi… Ero sotto contratto col Pisa, non ero alla ricerca di un ingaggio, ma di una situazione che potesse entusiasmarmi. A Brescia ho sempre avuto il piacere di tornare e volevo riprendere da dove avevo lasciato. Con Cellino e Castagnini ho percepito aspetti idonei per questo che cercavo. Hanno visto in me la voglia di tornare a Brescia. Per me 17 anni fa si era interrotto qualcosa di importante. Non credo che da altre parte le cose siano diverse che qui, l’allenatore paga sempre anche se ci sono i risultati, sappiamo bene come è andata a me proprio qui a Brescia. Il nostro lavoro è questo. Importante è andare dove si sta bene”: esordisce così, nella conferenza che ha sancito il suo ritorno a Brescia, mister Rolando Maran. Tornato appunto sulla panchina biancazzurra 17 anni dopo l'ultima volta.

E proprio su quello, come riferisce bresciaingol.com, prosegue il mister: "Quando arrivai c’era diffidenza da parte di tutti, sul campo ho convinto… quasi tutti (ride, ndr). Sono emozioni diverse, allora ero al debutto in B, erano i miei primi campionati importanti. Oggi varcare il cancello di Torbole è stato come rivivere e tuffarmi in un passato comunque bellissimo, il Brescia nel 2005 mi diede la possibilità di iniziare un grande percorso sfociato poi anche a livelli superiori. L’emozione ha solo un sapore, che è quello che ti riscalda. Cellino è stato colpito dalla mia voglia di essere qui. Volevo allenare il Brescia, non cercavo tanto la categoria dove pure ero già rientrato l’anno scorso”.

Parlando della squadra: "Quando subentri vai in una situazione dove ci sono difficoltà, almeno nel 90% dei casi.Qui c’è voglia di svoltare e per uno come me questa è una situazione ideale vedendo com’è la squadra e quello che posso dare io. Sono convinto sia la scelta giusta. Ora vedremo se davvero manca un regista naturale o meno, voglio valutare sul campo le caratteristiche di questa squadra. Voglio prendere decisioni per esaltare un organico. Sono qui apposta per risolvere i problemi che ci sono, anche sulla testa dei ragazzi: bisogna tirar fuori gli aspetti caratteriali. Non dobbiamo sentirci degli sconfitti, ma gente in grado di fare qualcosa che diverta. Non deve subentrare la paura, l’unica paura è non riuscire a dare il massimo, cosa che invece dovremo fare lasciando da parte i fantasmi del recente passato. Bisogna saper intervenire sulla testa, sulle gambe e sulla consapevolezza che possiamo essere artefici dei nostri risultati. Se vedrò che qualcuno ha paura allora non giocherà. Siamo in una piazza esigente, ma bella, bisogna dimostrare di valere questa maglia con piglio, sfacciataggine e anche un po’ di follia da tirar fuori nei momenti più difficili. Certe volte si tirano fuori armi che non sai nemmeno di avere o pensi di non possedere".

Sul rapporto con patron Massimo Cellino: "Ognuno ha la sua personalità, ci siamo conosciuti e piaciuti. Ho solo una medicina, essere me stesso. Obiettivi? La volontà del presidente ve la dirà lui, ora io devo rimettere la barca nella direzione giusta per allontanarci dalle zone pericolose. Senza limiti, ma anche senza avere obiettivi che possono pesare troppo. Sembrano frasi fatte e mi dà fastidio, ma bisogno davvero pensare a una partita alla volta”.

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