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L'ex Ds del Leeds Bean: "Lavorare con Cellino era come stare in manicomio"

01.01.1970 01:33 di Claudia Marrone   
L'ex Ds del Leeds Bean: "Lavorare con Cellino era come stare in manicomio"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Una sorprendente intervista quella rilasciata dall'ex Ds del Leeds Graham Bean, che nel club inglese ha lavorato a stretto contatto con l'attuale patron del Brescia Massimo Cellino. Di cui ha così parlato in un'intervista rilasciata all'edizione on line del Daily Mail: "Mi sono ritrovato nell'occhio del ciclone all'interno di Elland Road. Cellino non aveva esperienza del gioco inglese e aveva già licenziato l'amministratore delegato e capo dell'amministrazione del calcio poche settimane dopo aver preso il controllo del club. Il morale del personale era il più basso che avessi mai visto durante la mia carriera, a loro non piaceva Cellino e di certo non si fidavano di lui. Ma temevano le conseguenze nel mettersi contro di lui. Una volta gli ho suggerito di investire £ 50.000 nel budget salariale del personale per dare a tutti loro un aumento di stipendio, dato che non ne avevano uno da anni, lui mi ha ripreso chiedendomi perché avrebbe dovuto dare loro soldi extra. Ma dopo aver rifiutato senza mezzi termini la mia richiesta, ha poi chiesto di acquistare un'auto sportiva Audi R8 per il compleanno di suo figlio: era disposto a pagare fino a £ 80.000! Non avrebbe condiviso £ 50.000 tra tutti coloro che hanno lavorato così duramente per lui nel club, ma avrebbe speso £ 80.000 per la vanità di suo figlio, viziato. Questo episodio fa capire come è. Lavorare a Leeds è stata una delle esperienze più bizzarre della mia carriera: a volte mi sembrava davvero di lavorare in un manicomio e ho seriamente messo in dubbio di continuare a lavorare per lui, a causa dei suoi brutti scatti d'ira. Tuttavia, ho imparato rapidamente che l'unico modo per affrontarlo era tenergli testa e dare il meglio che hai. Ma aveva anche alcune strane e meravigliose superstizioni, come eliminare il numero 17 dal club e non usare il colore viola. Un giorno mi ha persino detto di assicurarmi che il portiere Paddy Kenny fosse messo ai margini del progetto perché era nato il 17. E quando ho organizzato la consegna della Mini per suo figlio, Cellino ha rifiutato di farla consegnare di venerdì, perché “il venerdì è stato un giorno sfortunato per la consegna delle auto”. Come ho detto, un manicomio".

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