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Benevento, il pres. Vigorito: "Allenatore? Vogliamo qualcuno che sia ambizioso, ma non presuntuoso"

07.06.2019 09:00 di Christian Pravatà   
Fonte: www.calcioealtro.it
Benevento, il pres. Vigorito: "Allenatore? Vogliamo qualcuno che sia ambizioso, ma non presuntuoso"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Conferenza conclusiva in casa Benevento per il presidente Oreste Vigorito: “Ringrazio tutti quelli che hanno disputato questo campionato, difficile dopo una retrocessione. Dopo il crollo di un palazzo comunque ci sono delle macerie e noi abbiamo provato a ricostruirci. Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato con me”. 

Nella conferenza stampa all’Hotel President, il massimo dirigente del club giallorosso è parte proprio dalla lettura del primo anno quasi concluso del piano a lunga gittata di durata triennale, replicando e spegnendo sin da subito anche qualche ricostruzione: “Il nostro campionato non è limitato alla prima squadra. Il Benevento si è ripromesso di impostare una politica societaria su un piano triennale. La campagna acquisti aveva fatto nascere in tutti l’idea che avessimo il biglietto di ritorno per la Serie A, questo per noi non era l’obiettivo principale. Mi rendo conto che dopo aver visto passare Milan e Juve, ci si dimentichi di qualche altra maglia. I sogni del calcio spesso si trasformano in una collettiva follia. Abbiamo chiuso il secondo campionato di B in una posizione di Play Off e la delusione per non aver raggiunto un traguardo che sembrava vicino ha fatto nascere quelle parole che non conoscendo i fatti, vanno alla ricerca di un responsabile. Rispetto ad alcune letture, non so neanche da dove possono nascere. I delitti però non si fanno solo per odio, ma anche per amore e mi auguro che certe ricostruzioni nascano solo per l’eccessivo amore. Naturalmente, non mi sento né toccato e né responsabile per certe cose”.

Vigorito ha poi tracciato il bilancio del campionato, rimarcando la dimensione del calcio a Benevento e con una stoccata alla piazza, ma al tempo stesso con un segnale importante per i sempre presenti con l’annuncio dei prezzi della campagna abbonamenti: “E’ stato anche un anno di soddisfazioni, perché l’ho considerato il primo di un triennio. Pur rimanendo deluso primo da tutti, lo guardo come base per fare il secondo anno. Una società va giudicata per quello che fa fuori dal campo, meno per quello che succede sul campo. Non si devono perdere le dimensioni, se pensiamo di esser diventati il calcio del business, allora non potrebbe farlo solo Vigorito, ma anche dalle istituzioni, da imprenditori locali e dai tifosi che non vengono allo stadio. Ci stavamo giocando la Serie A, eravamo in diecimila allo stadio e quello è il cuore del tifo. Vuol dire che siamo un calcio di provincia. Eppure, una società che mette dentro 108 dipendenti non è una società di provincia. In questa città c’è anche chi si sottrae al proprio dovere, ma è in nome di quei tifosi che ci sono stati che riconfermo gli stessi prezzi per il prossimo campionato. Aver vicino i tifosi è una forza e questa scelta è il riconoscimento allo sforzo economico dei tifosi presenti. Ad essere vuoti non erano distinti o curve, ma altri settori e alcune polemiche non mi sono sembrate giuste”.

Un progetto che alimenta sempre più la crescita del proprio settore giovanile, testimoniata dagli importanti risultati delle varie formazioni del vivaio impegnate nei rispettivi tornei: “Abbiamo provveduto alla costruzione di un campo federale, tre su quattro sono arrivati alle fasi successive dei tornei e l’Under16 si sta giocando lo scudetto, questo fa parte del nostro progetto”.

Sulla mancata conferma di Cristian Bucchi, il presidente parte con un ringraziamento all’ormai ex tecnico giallorosso: “Ci siamo rivisti. Abbiamo cercato di individuare le cause e non le responsabilità. Se qualcuno pensa che Bucchi non ha avuto la conferma per aver perso la semifinale, allora è fuori strada. Abbiamo condiviso che non c’erano le garanzie per continuare un progetto che rischiava di deragliare senza neanche accorgersene. La parte mancante non era la mancata promozione ed è quella cosa che non ha portato al rinnovo. Non è mai solo un motivo, ma la mancata integrazione può essere stata una componente. Bucchi ha dato il suo contributo, perché un allenatore che arriva due volte in semifinale non è un allenatore che ha fallito. Non ha prezzo dal punto di vista umano averlo non confermato. L’ho ringraziato per il lavoro svolto. Non ne siamo contenti tutti, perché quando qualcuno scende dal viaggio allora vuol dire che è stato commesso qualche errore. Alla fine della gara col Cittadella ho abbracciato i ragazzi perché insieme ai miei sogni erano sfumati anche i loro, ma io ho il dovere di rimetterli in piedi”.

Sul futuro della guida tecnica Vigorito non si sbottona, ma lascia qualche indicazione: “Non siamo più sconosciuti e molti vorrebbero venire, perché sanno di poter fare carriera attraverso il Benevento. Difficilmente verrà un allenatore che appare molto in televisione. Dobbiamo prendere qualcuno che sia ambizioso, ma non presuntuoso. Umile ma non remissivo e anche se alle spalle ha poca carriera, che abbia voglia di farla. Esser stato Campione del Mondo non vuol dire esser grandi tecnici. Poi ci sono i santoni che arrivano a cammino in corso e noi non siamo ancora sul lettino di un’ospedale. Abbiamo un programma e vorremmo qualcuno che lo sposi. Non è facile trovare una persona così nel calcio. Vogliamo un allenatore che non sia integralista”.

Sulla continua esperienza nel calcio: “Prima pensavo che prendere l’attaccante da 20 gol dell’anno prima, mi assicurasse i gol dell’anno dopo. Non era così, poi qualcuno mi disse che avrei dovuto prendere giocatori che non volessero soldi adesso, ma che giocassero per quelli che poi vorranno guadagnare. Arrivare in A con una squadra non pronta significa fare l’altalena. A me che sono tifoso del Benevento non piace vedere i miei ragazzi presi a pallonate. Sto cercando di costruire un programma che sia duraturo”.

Sul mercato che sarà: “Faccio gli auguri al direttore. Mi auguro che i giocatori che capiscono che non sono funzionali, prendano in considerazione la risoluzione. Servirà per far posto a giocatori che magari non avranno nomi altisonanti, ma che saranno funzionali a noi. Foggia ci sta già lavorando da mesi ed abbiamo uno staff di scouting che sta visionando mezza europa ed abbiamo individuato una serie di obiettivi in base alla categoria che avremmo giocato. Già al triplice fischio stavo parlando di quello che avremmo dovuto fare per settembre. Non percorreremo la strada del nome roboante, ma non perché non possiamo, noi non ci proviamo proprio. Faremo una campagna acquisti chirurgica per migliorare la rosa che già abbiamo a disposizione. Se non dovessero andar via i giocatori in esubero, sarà compito del prossimo allenatore gestirlo”.

Programmazione già molto avanti sull’organizzazione del ritiro e le novità del nuovo sponsor tecnico: “Abbiamo cambiato lo sponsor tecnico perché dopo tempo ci sembrava giusto e anche perché siamo stati corteggiati. Sarà Kappa il prossimo sponsor tecnico, mentre ringrazio Santopadre per la scorsa collaborazione. Non abbiamo una vendita da milioni di euro, ma ci sono persone che acquistano prodotti del Benevento Calcio anche dall’estero e questo è per noi motivo di orgoglio. Andremo in ritiro a Pinzolo, prenotato già due mesi fa. Lo abbiamo fatto per esser certi di scegliere la meta che volevamo. Sono state anche bloccate due partite amichevoli con squadre importanti. Sarà confermato lo staff medico. Nessuno quest’anno ha chiesto cure presso centri specializzati esterni, segnale chiaro di quanto bene abbia lavorato un medico con ben 12 anni di esperienza nella Lazio e medico a tempo pieno del Benevento Calcio”.

Sulla questione stadio: “Non è una questione semplice da sbrogliare. C’erano da sciogliere diversi problemi in un Comune comunque in dissesto. Esisteva una convenzione di dieci anni dove la somma doveva essere recuperata dal mancato versamento del canone. Il Benevento ha preso all’epoca uno stadio inagibile con autorizzazioni provvisorie del Sindaco del tempo per l’agibilità. Abbiamo messo a disposizione la documentazione attestante tutti gli investimenti che erano stati fatti. C’è stata un’analisi dei costi ed abbiamo dovuto spiegare che non pagavamo perché creditori e non debitori. Lo stadio adesso vale molto di più perché io l’ho reso così. Dopo l’analisi di tutte le opere fatte abbiamo riscontrato che una parte dei lavori fatte era su opere invecchiate. Eravamo arrivati ad un accordo dopo dei confronti, chiedendo una convenzione di almeno 20 anni. Il campo per essere affidato deve essere oggetto di un bando pubblico e ora lo stanno studiando. Avevamo poi due scadenze, ovvero Universiadi ed iscrizione al campionato, quindi nell’attesa dell’iter per il bando si è provveduto alla concessione di un anno ulteriore. Resta la questione dell’agibilità e sull’analisi della documentazione fornita restiamo in attesa”.

Il messaggio per i tifosi: “La conferma dei prezzi è un segnale. Abbiamo bisogno anche del sostegno della tifoseria. Se vengono in diecimila va bene lo stesso, ma se vengono messi biglietti in vendita è perché la tifoseria abbia l’opportunità di seguire una squadra che è costruita dalla società ma poi affidata ai tifosi”.


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