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INTER - BENEVENTO A PORTE CHIUSE: PERCHE' A PAGARE DEVONO ESSERE I TIFOSI PERBENE?

27.12.2018 17:50 di Gerardo De Ioanni    per tuttobenevento.it   articolo letto 19 volte
INTER - BENEVENTO A PORTE CHIUSE: PERCHE' A PAGARE DEVONO ESSERE I TIFOSI PERBENE?
© foto di Insidefoto/Image Sport

Inter-Benevento, gara valida per gli ottavi di Coppa Italia sarà giocata a porte chiuse per i noti fatti successi durante Inter-Napoli di ieri sera.

Ancora oggi, nel 2018 quasi 2019, cinquanta, ripeto, cinquanta anni dopo il gesto che segnò le Olimpiadi del Messico del 1958 dai velocisti americani, di colore, Tommie Smith e John Carlos, lo sport viene accomunato al razzismo. Una società veramente evoluta, non solo dal punto di vista delle tecnologie, avrebbe debellato questo cancro. Ma ciò non è avvenuto e stiamo ancora qui a parlarne, andando alla ricerca della medicina giusta per combattere questo male che, attenzione, non attanaglia solo il mondo del calcio, bensì la società nella sua globalità.

Ma qui, parlando di calcio, ci limiteremo ad esso.

Il passo seguente a un episodio di razzismo è, sempre e costantemente da anni, la ricerca della soluzione al problema, sempre e solo in termini di punizione per gli autori di tali scempi. Diversamente dagli altri “campi” o dagli altri casi, quando succede qualcosa negli stadi italiani la responsabilità diviene comune e non personale. Così succede che per trecento o tremila, non so quanti effettivamente erano gli stolti a offendere Koulibaly ieri sera, altre persone, che nulla hanno a vedere magari con i razzisti, vengano privati della possibilità di assistere ad una, due, tre partite della propria squadra. Soluzione quella della curva chiusa che, seppur lascia qualche dubbio, potrebbe anche essere comprensibile nel senso di voler dare un segnale forte alla porzione di stadio da dove quegli insulti sono provenuti.

Meno comprensibile, non me ne vogliate e vi assicuro non è per ruffianeria o per interesse che dico queste parole, è la scelta di chiudere un intero stadio per l’idiozia di una parte di esso. Sì, chiaramente il riferimento è alla decisione di chiudere lo Stadio San Siro per due gare, decisione che farà sì che non solo i tifosi nerazzurri non potranno assistere alla gara ma anche i tifosi giallorossi, questi ultimi mai al centro di dinamiche del genere ma anzi contraddistintisi sempre per educazione, civiltà, passione, calore e rispetto grazie ai quali si sono fatti conoscere in lungo e in largo per tutta la penisola durante l’unico anno – finora – in massima serie. Non c’è bisogno di ricordare le numerose occasioni in cui l’Italia intera ha applaudito, a ragione, la tifoseria giallorossa.

Tutto ciò è paradossale e sintomatico di un calcio che è in totale confusione, su tutti i punti di vista. Ora è toccato al Benevento e ai suoi tifosi, in passato è toccato ad altre tifoserie, un domani toccherà ad altre ancora. Non è accettabile che siano tifoserie come quella giallorossa a pagare la stupidità, l’ignoranza e l’inciviltà delle altre. Se proprio si voleva colpire e punire chi tiene certi comportamenti bisognava agire in altro modo, magari – permettetemi la provocazione, che tale è fino a un certo punto – riservando l’intero stadio, ad esempio, ai tifosi del Benevento, ovvero a chi ha dimostrato di saper vivere lo sport nel modo giusto e nel rispetto di tutti.

Fin quando a pagare non saranno solo i colpevoli e in maniera severa non si andrà da nessuna parte ma ci ritroveremo, tra qualche tempo, di nuovo qui a discutere di quante giornate doveva essere la squalifica del campo o della sola curva.


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