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Ascoli, Pulcinelli: "La salvezza è un obbligo, difficile arpionare i playoff. Scamacca il futuro della Nazionale"

23.05.2020 23:30 di Marco Lombardi   
Pulcinelli
Pulcinelli

Durante il programma Taca La Marca, in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Massimo Pulcinelli, patron dell'Ascoli, il quale ha affrontato tutti i temi di attualità. 

La ripresa: "Analizzati i dati degli ultimi giorni, sono convinto che siamo quasi pronti per riprendere utilizzando tutte le dovute precauzioni. I protocolli momentanei sono esagerati e non contestualizzati con la situazione attuale, quindi dovranno essere normalizzati, confido nel buon senso e spero che si prenda presto una decisione. Ovviamente la priorità deve essere la salute del mio team, in tal senso ripongo grande fiducia nelle istituzioni ed in particolare nel ministro Spadafora e nei presidenti Gravina e Balata.”

I protocolli: "Le criticità sono evidenti, come il ritiro prolungato che mi sembra una follia. Se ci dovessero essere delle positività il contagiato andrà a casa, come un normale malato, pertanto non sarebbe necessario chiudere il campionato".

Decurtazioni: "Il buon senso sta prendendo il sopravvento, credo che in Serie B stiamo ragionando su un massimo di due mensilità su cui intervenire. In Serie A la situazione è diversa, difatti si prevedono accordi anche in base ai futuri obiettivi raggiunti. In conclusione spero che vinca il calcio e che si torni a giocare presto.".

Progetti futuri per l'Ascoli: "Il primo obiettivo è la permanenza in B, questo è un obbligo. Possiamo contare su una rosa competitiva per poter raggiungere la zona playoff, visto che abbiamo anche una partita in meno, ovviamente è un traguardo molto difficile. L'anno prossimo avremo una squadra in Primavera 1".

Stadi chiusi: "Sette delle undici prossime partite le dovremo disputare in casa, difatti il fattore casalingo è stato determinante in positivo per la nostra classifica, le partite a porte chiuse ci andranno a penalizzare. Qualora si riprenda però non bisogna soffermarsi su tale aspetto ma solamente a dare tutto in campo, pensando in particolare modo ai nostri tifosi. Il calcio senza supporters vale molto di meno e le tifoserie fanno la differenza, ma in questo momento dobbiamo accettare tale scelta".

Scamacca: "Gianluca è un ottimo professionista e presto sarà il centravanti della nazionale italiana. È ancora molto giovane e ha tanti margini di miglioramento. Già a gennaio abbiamo avuto una chiamata dal Sassuolo che ci comunicava l'interesse di un club spagnolo e di uno italiano, ma siamo stati costretti a tenerlo visto che avevamo fatto già altre cessioni".

Le difficoltà: "In questa situazione è ancora più difficile gestire un'azienda e una società sportiva, ma sono le avversità che la vita ci propone e dobbiamo affrontarle".

Credere negli uomini: "Credo negli uomini, nella loro volontà e nelle loro capacità. Spesso molto dipende dal feeling tra società e allenatori. Ad inizio stagione avevo puntato su un tecnico giovane come Paolo Zanetti, ma qualcosa non è andato bene. Non c'è alcuna certezza in questo sport, bisogna sempre trovare le giuste alchimie tra calciatori, staff tecnico e società.”

Emozioni: "Ne ricordo parecchie, mi viene mente il primo successo della mia presidenza contro il Lecce, che poi avrebbe vinto il campionato. Un altro momento indelebile fu la presenza di Mazzone per i 120 anni della società e non dimentico nemmeno la vittoria esterna contro il Benevento dello scorso campionato. Nel mio piccolo già ho provato tante belle emozioni ma spero di potere viverne delle altre e di maggiore valore”.


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