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Morosini: "Vi racconto i miei anni in Serie B. Ecco perché mi sono tatuato i Mangiamorte e il Garpez"

01.04.2020 09:00 di Christian Pravatà   
Morosini: "Vi racconto i miei anni in Serie B. Ecco perché mi sono tatuato i Mangiamorte e il Garpez"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il fantasista dell'Ascoli Leonardo Morosini si è raccontato in una lunga intervista sul canale Instagram del noto giornalista Nicolò Schira. Ecco le principali dichiarazioni dell'attaccante classe 1995.

CORONAVIRUS - "Sono ad Ascoli e tutta la mia famiglia è al Nord ad Alzano in una delle zone maggiormente colpite e quindi c'è sempre preoccupazione. Qui ad Ascoli si sta un po' meglio e devo dire che le persone stanno rispettando le regole. Il nostro sindaco, ad Ascoli, fu uno dei primi ad insistere per annullare lo scorso 22 Febbraio il match con la Cremonese, in quell'occasione solo quella partita di Serie B non si giocò. Lì per lì ci chiedevamo perchè non potessimo giocare ma col senno di poi dobbiamo rendergli atto di averci visto lungo. Io qui vivo da solo e sto imparando a stirare, cucinare e fare le faccende di casa".

IDOLO - "Alino Diamanti mio grande idolo. Non ho mai avuto un calciatore preferito in assoluto, ma sono un malato di calcio e ho avuto tanti campioni nel cuore. Da interista ho nel cuore tutti i campioni della mia Inter. Un nome secco? Per il ruolo Sneijder". UNIVERSITÀ - "Sto studiando in vista dell'esame di pedagogia generale venerdì mattina, ora 9.30. La mia storia universitaria è un po' particolare: ho fatto il liceo linguistico e il primo anno e mezzo ho vissuto di rendita all'E-campus facendo ligue, poi mi sono un po' perso per strada. Adesso ho ripreso con Scienze Motorie, mantenendo 4 esami validi di lingue dove avevo la media del 29. Obiettivo laurea in 3 anni. Ci tengo sopratutto per dare una gioia a mia mamma che ci tiene molto". INTER - "Ho fatto le giovanili dagli 8 ai 13 anni in nerazzurro. Giocare in nerazzurro era il mio sogno. Avevo fatto un provino per l'Atalanta, ma mi chiama l'Inter e sono impazzito. A Bergamo ero una delle poche eccezioni: non tifavo Atalanta, ma Inter. Sono stati anni molto formativi con tornei stupendi in tutta Europa. Alle feste del club ebbi l'occasione di conoscere Oba Oba Martins, ho ancora la fotografia a casa. Mi porto nel cuore quell'Inter di Cuper che era una grande squadra, peccato non abbia vinto un trofeo".

BRESCIA - "Mi ha aiutato nell'ambientamento il non essere stato un tifoso dell'Atalanta. Dai Giovanissimi ho fatto tutta la trafila fino all'esordio in B nel 2014 in Brescia-Reggina. L'emozione dell'esordio resta speciale. C'era Michele Arcari in panchina al mio fianco, Miki è stato il mio padrino della cresima: mister Iaconi mi lancia nella mischia, entro in campo e dopo due minuti mi procuro il rigore e prendo un palo. Una giornata speciale". PRIMO GOL - "Lo feci contro la Juve Stabia il 25 maggio 2014 contro la Juve Stabia al Rigamonti. Non fu molto spettacolare, merito di una deviazione che ingannò Cragno".

MIGLIOR GIOVANE SERIE B - "Lo vinsi nel 2016 e fu una grande emozione a coronamento di una grande stagione col Brescia".

GENOA - "Nonostante un grande campionato, non arrivarono grosse offerte. L'Inter provò a prendermi gli ultimi giorni di mercato: ci fu un incontro tra il mio agente Vigorelli e Ausilio ma non trovarono l'accordo col Brescia. Così a gennaio 2017 accetto la chiamata del Genoa: Preziosi e suo figlio credevano in me. Peccato che quella stagione fu particolarmente complicata per il Genoa che si salvò a fatica cambiando tanti allenatori. Una situazione complicata per un giovane, tanto che ho avuto poche chance di emergere".

SOGNO - "Sfidare mio fratello Tommaso che sta facendo benissimo al Monza: sarebbe bello trovarsi da avversari in Serie A. Insieme sarebbe ancora più bello, ma mi sa che è volta che nonno Luciano ci resta secco... (ride, ndr)".

AVELLINO - "Quell'estate avevo tante offerte e dopo un lungo corteggiamento accetto Avellino su consiglio di Preziosi. Mi sono trovato benissimo in quella piazza, ero partito forte peccato il grave infortunio che mi ha tenuto fuori sei mesi. Ho comunque un ricordo positivo della piazza biancoverde. Mi sono fatto male, lesionandomi crociato e menisco contro l'Empoli quando eravamo secondi in classifica. Un pubblico meraviglioso: per la passione e il seguito che c'è ti senti un giocatore del Real Madrid".

AVVERSARIO PIÙ TOSTO - "Visto da vicino in un Genoa-Roma devo dire che Radja Nainggolan è impressionante".

COMPAGNO PIÙ FORTE - "Scelgo Pandev, fortissimo e poi da interista Goran è un idolo dai tempi del Triplete. A Brescia invece scelgo il trio Donnarumma-Torregrossa-Caracciolo".

IZZO - "Armandino è un amico, avercene di giocatori come lui. In fase difensiva è un cane, tostissimo e difficilissimo da saltare. Poi è bravo anche a impostare palla al piede".

COMPAGNO PIÙ PAZZO - "Ardemagni nella top 10 sicuro. Alfonso è un trascinatore anche se l'anno scorso è stato più tranquillo rispetto ai festeggiamenti di Cittadella. Ricordo Edo Lancini, abbiamo diviso casa insieme 2 anni. Una sera sono rimasto in mezzo alla strada per due ore, perché lui aveva una ragazza da conquistare...".

BALOTELLI- "Mi ha fatto fare un sacco di risate in 6 mesi. Mario è un ragazzo normale, molto simpatico. Poi il giocatore è fortissimo lo sappiamo, probabilmente ha espresso meno di quanto potesse esprimere. Gli voglio bene". CUCINA - "I casoncelli alla bergamasca mi fanno impazzire, così come la polenta col coniglio. Ultimamente mi sono cimentato nel risotto allo zafferano. Petto di pollo e branzino me la cavo, ho provato le polpette grazie alla ricetta della mia amica Vale: me ne è uscita bene una. Sennò chiamo e ordino le pizze...".

PROMOZIONE BRESCIA - "Andare in A col Brescia è stata una emozione grandissima. Tornare a Brescia è stata una mia scelta, visto che avevo ancora due anni di contratto col Genoa. Davanti c'erano Donnarumma e Torregrossa che hanno fatto benissimo, tatticamente ero visto come alternativa a loro. Però sono contento di aver fatto 4 gol dando il mio contributo al ritorno in A delle Rondinelle".

DIFETTI - "Sono disordinato, però trovo il mio ordine nel disordine. A volte un po' lunatico ed emotivo".

CALCIO - "In famiglia abbiamo sempre avuto una grande storia calcistica. Mio nonno era dirigente dell'Alzano, mio zio è Mindo Madonna allenatore della Primavera dell'Inter, il mio bisnonno Bargella ha giocato nell'Atalanta. Mio papà architetto non fa fare 5 palleggi ma ha fatto due figli calciatori...". MUSICA - "Papà faceva il deejay da giovane e devo ai miei genitori la passione per la musica. Da piccolo cantavo nel coro della chiesa. Sono andato con Tonali a un paio di concerti di Ultimo".

TONALI - "Sandro ha tutte le carte in regola per fare un percorso importante. Dal punto di vista tecnico e tattico ha tutto più una grandissima personalità. Fossi in un grande club ci punterei al volo".

SCHERZI - "Martinelli nel giorno della partita me le faceva di ogni: una volta mi ha versato lo Champagne nelle scarpe, prima della gara di Salerno mi ha fatto trovare un ananas nella borsa...". FILM - "Amo tantissimo quelli di Harry Potter e Aldo Giovanni e Giacomo".

TATUAGGI - "Ne ho tantissimi di tutti i tipi, dalla scritta 1 maggio 2019 dedicata alla promozione in A col Brescia al Garpez di Tre uomini e una gamba. Ero infortunato e per esorcizzarlo mi sono fatto la gamba di legno del film di Aldo Giovanni e Giacomo. Il primo tattoo? I mangiamorte di Harry Potter". JAVORCIC- "L'ho avuto in Primavera al Brescia e mi ha fatto fare lo scatto mentale per diventare giocare ai tempi della Primavera".

MAGLIA 38 - "Ho scelto questo numero ad Ascoli perché era tra i pochi disponibili. È speciale perché è l'anno di nascita di mio nonno. Se faccio il calciatore è merito suo, da Bergamo a Brescia non c'erano trasporti per noi ragazzini per andare al campo. Mi portava lui avanti e indietro tutti i giorni. Gli devo molto. Il primo gol in Serie A lo dedicherò a lui".

GNAGNA - "Il nickname di Instagram è una cagata. Io e il nonno ascoltavamo Radio105 durante tutti i viaggi dopo scuola per andare all'allenamento. Ce l'ho da quando avevo 14 anni e non l'ho cambiato, ma mi diverte. È colpa dello Zoo...".


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