10.03.2010 11:30 di Claudio Gallaro
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Sabato al "Del Conero" arriva il Torino. Una società che Marco Minardi conosce bene, avendovi in passato ricoperto una carica dirigenziale. Il sessantaseienne segretario generale dell'Ancona avverte che non sarà una passeggiata. "Sarà una partita difficile e delicata perché il Torino sta vivendo un buon momento e l'Ancona in casa è una macchina da guerra". La classifica dice comunque che, a quattordici giornate dalla fine del campionato, granata e biancorossi lottano per lo stesso obiettivo. "Tutte e due le squadre vogliono rimanere in zona playoff - dice -. Speriamo che l'Ancona sforni la 'solita' partita casalinga". Quella col Torino non è l'unica partita che l'Ancona giocherà questa settimana. Venerdì si riunirà infatti la Corte di Giustizia Federale per decidere sul ricorso presentato dalla Procura Federale, che chiede di infliggere al club dorico un'ulteriore penalizzazione in classifica. "Il nostro avvocato (Luciano Ruggiero Malagnini, ndr) è bravissimo ed è un vero esperto di diritto sportivo. Speriamo di venirne fuori da vincitori". Anche se venerdì alla classifica dorica potrebbe mancare un altro punto, Minardi non fa comunque drammi. "Recupereremo sul campo quello che ci hanno tolto - spiega -. In questo momento dobbiamo restare uniti. Abbiamo bisogno di tranquillità per fare risultato contro i granata". Il segretario generale spende anche due parole sulla "curiosa" multa di 4.000 euro inflitta all'Ancona per il lancio di due pesci da parte dei tifosi accorsi al "Braglia". "A volte vengono usati due pesi e due misure - conclude -. Le regole dovrebbero essere uguali dalle Alpi alla Sicilia". Per chi fa il tifo Marco Minardi? "Tutte e due le società m'hanno dato tanto - conclude -. E' una partita a cui non vorrei assister perché le mie coronarie potrebbero non reggere. Speriamo solo che sia una giornata di sport e vinca il migliore".
Una statistica favorevole a testa per sperare: da quando esistono i playoff, in serie A ci è sempre andata la terza classificata nella stagione regolare; al Torino però le finali playoff portano bene, vedi precedenti con Perugia e Mantova. Clima infuocato al Rigamonti dopo i veleni della vigilia: i due presidenti che si sono beccati a distanza, sono entrambi in panchina.
Colantuono sorprende tutti lasciando fuori Scaglia e Antonelli: 3-4-1-2 per i granata con D’Ambrosio avanzato a centrocampo e Gasbarroni dietro a Bianchi e Salgado. Non è una novità il 3-5-2 dei lombardi: a centrocampo Cordova sostituisce lo squalificato Budel, mentre in difesa De Maio rimpiazza Mareco. Subito ritmi altissimi e partita di grande intensità. Il Brescia parte forte e al 7’ Vass sfiora il gran gol con una conclusione potente da fuori. Il Toro però non può farsi schiacciare e replica immedi...